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Cobas: "Carenza di medici e tecnici, Spesal Brindisi a corto di personale"

La denuncia del sindacato, che aveva già segnalato nel 2017 lo stesso problema. Organico inferiore agli standard regionali

BRINDISI – Il sindacato Cobas torna a denunciare la carenza di organico che affligge lo Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro) dell’Asl Brindisi, che dispone attualmente di due medici e nove tecnici, a fronte di criteri previsti dalla Regione che nel Brindisino prevedono un fabbisogno di almeno 16 dirigenti (fra le figure professionali di medici, ingegneri, architetti, biologi e psicologi) e di almeno 23 tecnici della prevenzione. Il segretario provinciale dell’organizzazione sindacale, Roberto Aprile, rimarca come nulla sia cambiato rispetto al 2017, quando venne già sollevata la stessa problematica, in un territorio con un’area industriale vasta e articolata com’è quella di Brindisi. 

Lo Spesal è attualmente impegnato ad accertare dinamica ed eventuali responsabilità del drammatico incidente sul lavoro avvenuto a San Michele Salentino, costato la vita dell’operaio Franco Mastrovito, ai cui familiari Roberto Aprile esprime vicinanza e cordoglio, e di quello verificatosi pochi giorni dopo a Cellino San Marco, fortunatamente senza tragiche conseguenze. Aprile ricorda inoltre altre due tragedie consumatesi di recente nel Brindisino: “Il 14 aprile 2020 un operaio di 34 anni morì investito da un camion in retromarcia a Brindisi sulla superstrada per Lecce; il 10 luglio 2019 un operaio di 57 rimase folgorato nella stazione del capoluogo”.

“I Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl – afferma Aprile - se fossero adeguatamente forniti di personale, potrebbero intervenire non solo quando ci scappa il morto ma soprattutto prima, verificando se le norme di sicurezza nei cantieri sono rispettate. Ogni anno il 5 percento delle attività dovrebbe essere ispezionata. Ma se vengono lasciati senza personale è inevitabile che incidenti mortali e non troveranno mai un adeguato contrasto”.

Nel 2017, come detto, il Cobas già rilevo la carenza di medici fra le file dello Spesal di Brindisi. “La Asl all’epoca ci rispose – si legge nella nota del sindacalista - che la riduzione del numero dei medici era dovuto al ‘trasferimento volontario ad altra Asl autorizzato per un solo dirigente medico, per la cui sostituzione sono state già attivate le procedure”. “In verità – spiega Aprile - che i medici dello Spesal nel 2017 fossero sottodimensionati non era una nostra impressione ma una precisa valutazione della Regione Puglia che nelle sue linee guida sul fabbisogno di personale del Servizio sanitario regionale già nel 2014 indicava necessari per Brindisi 5 medici e 12 tecnici della prevenzione, mentre nel 2014 ce ne erano rispettivamente 3 (1 poi trasferitosi in altra Asl) e 8 tecnici. Ma oggi sono in servizio sempre e solo 2 medici, come nel 2017, e 9 tecnici”.

Dal 12 agosto 2020, fra l’altro, con l’aggiornamento dei criteri di fabbisogno stabiliti dalla Regione, “lo Spesal di Brindisi si ritrova ancora più al di sotto degli standard minimi”. “A cosa servono lacrime e discorsi di circostanza – conclude Aprile - se non si rispettano le indicazioni regionali sul fabbisogno di personale? Il vero rispetto per chi lavora e per chi è morto sarebbe quello di un impegno serio per colmare decennali carenze nell’ambito della prevenzione”. 

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