Giovedì, 5 Agosto 2021
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Cobas, incontri con Prefetto e sit-in per tutelare i lavoratori

Ieri video conferenza per vertenza servizio Adi. Oggi Sit-in per riduzione ore lavorative cooperative

Il resoconto dell'incontro tra Cobas Asl e Prefetto per l'Assistenza domiciliare integrata e del sit-in di protesta di oggi 

Il sindacato Cobas ha partecipato alla video conferenza di ieri pomeriggio, giovedì 4 febbraio, organizzata dalla Prefettura di Brindisi per parlare, dopo oltre un anno, del definitivo passaggio della gestione del servizio Adi dal Comune alla Asl. La vertenza ha avuto un inatteso stop a causa della decisione della Asl di porre ai suoi legali la legittimità del trasferimento della gestione del servizio dal Comune di Brindisi a loro per una serie di motivi. 

Il Cobas per uscire da uno stop che da temporaneo potrebbe diventare definitivo ha fatto una proposta dal momento che gli utenti sono gli stessi su cui interviene l’Asl ed il Comune in modo organizzato tra le due cooperative che gestiscono le rispettive parti. E' stata chiesta la possibilità alla cooperativa San Bernardo di verificare se ci sono degli  spazi occupazionali nel servizio Asl e dall’altra mantenere le ore con Genesi per conto del Comune ,visto che sono arrivati finanziamenti per 300.000 euro.

Due part-time che si integrerebbero alla perfezione data la natura del servizio, così da superare intanto le difficoltà poste dalla Asl. Il Prefetto di Brindisi, Carolina Bellantoni  ha dato appuntamento a tutte le parti per una riunione finale tra una ventina di giorni.

Questa mattina, inoltre, si è svolto il sit in per il taglio delle ore delle dipendenti delle cooperative sociali. In sindaco Rossi era impegnato in una riunione in prefettura, il sindacato, quindi, ha incontrato il dirigente dei Servizi sociali, Costantino Del Citerna, a cui sono stati riferiti i motivi del sit in. Il dirigente del Comune dopo aver ascoltato ha preso l’impegno di riferire al sindaco. Le lavoratrici rimangono  in attesa di una convocazione per i prossimi giorni

La protesta era contro il taglio economico del 20 per cento che il Comune ha realizzato nei confronti delle cooperative e che si sta ribaltando sulle ore di lavoro delle dipendenti delle stesse cooperative. Dopo la cooperativa Genesi anche la cooperativa “Solidarietà e Rinnovamento” ha comunicato alle dipendenti il taglio delle ore del 20 per cento passando da 36 ore settimanali a 30 ore.

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