"EduChiAmo": "Nessuna tutela per i nidi privati, rischiamo la cessazione"

Da Lina Ancora e Tania Melacca, referenti per la Puglia nel comitato nazionale, una nota per cercare risposte

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo da Lina Ancora e Tania Melacca, referenti per la Puglia nel comitato nazionale "EduChiAmo", che rappresenta i titolari di nidi, servizi educativi e scuole private di tutte le regioni italiane, una nota sulla mancanza di tutele per le suddette attività dal decreto dello scorso 17 marzo.

"Ci siamo costituiti in pochi giorni e abbiamo raccolto immediato consenso perché le nostre realtà sono state ignorate dal decreto, pur essendo le prime a cui è stata imposta la chiusura. Siamo più di 4000 gli iscritti. Le nostre attività non hanno ricevuto alcuna tutela dal decreto dello scorso 17 marzo e c’è bisogno di un intervento urgente. Viceversa, in soli due mesi, saremo costretti a dichiarare la cessazione dell’attività, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro e costringendo i genitori, alla ripresa dell'attività scolastica, ad un nuovo problema: non avere i servizi educativi a cui si sono appoggiati.

Tutelare i genitori significa dare aiuti ai nidi, ai servizi educativi ed alle scuole. Innescare una guerra tra poveri produce danni reali e sociali, genitori contro gestori/lavoratori. Si aprirebbe una voragine culturale su quanto costruito in decenni di servizi educativi di valenza pubblica in ambito privato. Abbiamo scritto alle istituzioni, ma siamo invisibili. La nostra battaglia continua". (Referenti Puglia, Lina Ancora e Tania Melacca)

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