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Controlli antidroga, gli studenti replicano: "Non criminalizzateci"

Un comunicato inviato ai giornali dal Comitato studentesco dell' "Epifanio Ferdinando" - Indirizzo economico

MESAGNE – Sull’episodio dei controlli anti-stupefacenti condotti dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni in un istituto superiore di Mesagne, riceviamo e pubblichiamo un comunicato del Comitato Studentesco dell’Istituto “Epifanio Ferdinando” - Indirizzo Economico.

“Il Comitato Studentesco dell’Istituto “Epifanio Ferdinando” - Indirizzo Economico di Mesagne interviene in merito all’ispezione dei Carabinieri presso la propria sede. Noi studenti dell’Istituto “E. Ferdinando” - Indirizzo Economico di Mesagne, sempre inspiegabilmente tanto bistrattati, riteniamo di non dover rimanere estranei al dibattito sviluppatosi in seguito all’ispezione eseguita dai Carabinieri presso la nostra sede.

Non vi è stato alcun blitz; non è stato trovato alcunché dentro la scuola; infatti l’ispezione ha avuto esito negativo, così come risulta dal verbale dei Carabinieri, e nelle vicinanze della scuola al suo esterno sembra essere stata trovata una sigaretta dal dubbio contenuto che i Carabinieri analizzeranno.

Pertanto, esprimiamo sconcerto a leggere articoli apparsi in questi giorni con fotografie che attestano chissà quali sequestri, notizie che sono in pieno contrasto con quanto verbalizzato. Grazie all’opera di informazione e sensibilizzazione voluta dal nostro dirigente e attuata dai nostri professori e dal personale Ata, il problema del fumo e dell’uso di altre sostanze vietate nella Scuola è divenuto veramente marginale e siamo sicuri che a breve sarà completamente risolto.

Durante la prima ora di lezione del 22 ottobre 2019 tutti gli studenti della scuola erano nelle rispettive aule, con i propri professori e si svolgevano diligentemente e regolarmente, sotto il loro controllo, le lezioni, sicché l’affermazione secondo cui dalle finestre ci sarebbe stato il lancio di bustine è veramente ridicola, come d’altro canto si evince dai documenti ufficiali delle forze dell’ordine di cui abbiamo avuto conoscenza.

Invitiamo quindi tutti, compresi i giornalisti locali, a non denigrarci oltre il consentito ed aiutare noi giovani a crescere in modo sano nel rispetto delle regole e per l’affermazione di buoni principi”.

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