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Concessioni demaniali marittime in scadenza, made in Italy a rischio

Lanzillotti: “Evidenza pubblica dal 2020, multinazionali in arrivo: nessuna priorità per gli attuali titolari". Manifestazione a Roma il 13 dicembre

BRINDISI –  Punto interrogativo sul futuro delle concessioni demaniali marittime nel Brindisino perché alla scadenza, prevista nel 2020, ci sarà una gara pubblica. Senza alcun riconoscimento per gli attuali titolari, preoccupati per il rischio – ritenuto concreto – di ingressi anche a queste latitudini di investitori stranieri, per lo più multinazionali, con cancellazione delle attività esistenti a conduzione familiare.

Il futuro e la manifestazione a Roma

salvatore lanzillotti-2-2Per sollevare la questione legata all’entrata in vigore della direttiva europea Bolkestein, gli attuali concessionari della provincia si sono dati appuntamento a Roma per il prossimo 13 dicembre, di fronte a Palazzo Montecitorio, sede del Parlamento: “Vogliamo chiedere al ministro di riconoscere  un ulteriore periodo transitorio a garanzia degli investimenti effettuati”, spiega Salvatore Lanzillotti, presidente del Comitato Balneare Puglia (nella foto accanto).

E’ titolare di una concessione demaniale per la spiaggia della Mezzaluna, a Torre Santa Sabina: l'inaugurazione risale al 1986, con il tempo è arrivata T-Beach, così tenuta a battesimo partendo dall'iniziale del nome Toruccio con il quale è conosciuto da tutti nella marina di Carovigno. Msc Crociere ha inserito T Beach nelle tappe da visitare in occasione degli scali a Brindisi, durante la stagione estiva 2017.

La direttiva europea

“La cosiddetta Bolkestein, al fine di favorire la libera concorrenza dei servizi dell’Unione europea,prevede che le concessioni demaniali vengano assegnate con l'evidenza pubblica”, ricorda Lanzillotti. “Ciò comporta che le attuali attività che insistono su area demaniale come lidi, bar, ristoranti, camping, e hotel, dovranno necessariamente essere assegnate solo tramite bandi alla loro scadenza”. Il termine ultimo è il 31 dicembre 2020. “Il punto è che non è stata riconosciuta alcuna attenzione agli attuali concessionari”.

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Le prospettive

“Il rischio che si prospetta è che in futuro le nostre coste saranno gestite da multinazionali o gruppi che potrebbero usere le concessioni come "lavatrici" di denaro”, sostiene Lanzillotti a nome di tutti i componenti del comitato. “In tal modo sarà distrutto il made in Italy che tutto il mondo ci invidia e che noi, imprese a conduzione familiare, abbiamo costruito con fatica nel corso degli anni”.

“Sono ormai dieci anni che viviamo nell'incertezza del futuro e questa situazione  preclude ogni investimento per migliorare i servizi ed essere competitivi con i concorrenti esteri”, sottolinea il presidente del comitato.

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“Negli ultimi mesi siamo stati impegnati, con i maggiori sindacati del settore, a cominciare dal Sib (sindacato balneari italiano, ndr) con il  presidente Antonio Capacchione, a dialogare  per ottenere un ulteriore periodo transitorio a garanzia degli investimenti effettuati”.

“La direttiva Bolkestein, allo stato, risulta essere fonte di precarietà e di incertezza per oltre 30mila  stabilimenti balneari”, sostiene Lanzillotti. “Ci auguriamo che la nostra sollecitazione venga accolta perché la calendarizzazione delle proposte di legge, già presentate dai diversi parlamentari, permetterà al Parlamento di esaminarle congiuntamente e, quindi, di emanare ua legge nazionale di tutela della categoria che i balneari attendono, ormai, da troppo tempo”.

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