Versalis, Rossi: "Rete di centraline anche all'interno dello stabilimento"

Il sindaco delinea gli obiettivi del tavolo tecnico sul petrolchimico convocato per il prossimo 8 giugno: "Adeguamento delle normative sulle emissioni; investimenti per migliorare l'impianto"

BRINDISI – Potenziamento della rete di monitoraggio dell’Arpa con la realizzazione di nuove centraline nella zona industriale. Adeguamento delle normative riguardanti le emissioni di sostanze inquinanti. Investimenti per il miglioramento dell’impianto di cracking di Eni-Versalis, per far sì che non si verifichino più i blocchi che lo hanno caratterizzato negli ultimi anni. Il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, ha convocato stamattina una conferenza stampa nel corso della quale ha fatto una sintesi di quelle che saranno le tematiche sulle quali l’amministrazione comunale chiederà l’apertura di un confronto con Eni-Versalis e il governo, in vista dell’avvio del tavolo tecnico, previsto per il prossimo 8 giugno. 

Il primo cittadino, nel rimarcare la necessità di far coesistere lavoro, sviluppo, salute e ambiente, ha ripercorso nuovamente l'iter che lo scorso 20 maggio portò all’emissione dell’ordinanza (poi ritirata lunedì scorso, 1 giugno) tramite la quale dispose la sospensione delle attività del cracking. “Si verificano problematiche connesse alla qualità dell’aria - dichiara Rossi - quando l’impianto Versalis è fermo. E’ successo tante volte in questi anni. E’ già successo all’inizio del 2019”.

Riccardo Rossi 2-2-2

L’ultimo episodio è di due settimane fa. “Nei giorni in cui era prevista la manutenzione del cracking (fra il 16 e il 20 maggio, ndr) – afferma Rossi - sono arrivate tantissime segnalazioni di odori intensi e bruciori di occhi. I cittadini chiedevano di sapere cosa stesse succedendo. Se non avessi fatto l’ordinanza sarei stato inchiodato”. Intorno alle 15.30 del 20 maggio, Rossi chiede all’Arpa di effettuare dei rilievi ambientali all’interno del petrolchimico. “Perché proprio lì? Perché pochi giorni prima – spiega Rossi - il direttore di stabilimento ci aveva avvisato della fermata degli impianti”.

Rossi chiarisce che non ha intenzione di chiudere lo stabilimento ma allo stesso tempo vuole impedire che “qualcuno possa fare quello che vuole”. In tale ottica, in occasione della prima riunione del tavolo tecnico, il sindaco chiederà la ridefinizione della rete di monitoraggio e controllo delle centraline Arpa, attraverso la progettazione di centraline sia all’interno che all’esterno dello stabilimento che possano, in ogni condizine meteorogica, determinare la qualità dell’aria, "indipendentemente dalla querelle sulla direzione dei venti".  "Le attuali centraline - afferma Rossi - sono costruite sul controllo qualità dell’aria urbana. Il problema adesso è quello di costruire e progettare quello che non c’è. Abbiamo bisogno di una rete di centraline nell’area industriale".  A tale esigenza si ricollega la richiesta di rivedere la normativa che stabilisce i limiti di emissioni. “I dati su base annua – afferma il sindaco – non hanno molto senso, quando le organizzazioni della sanità prescrivono anche valori sulla fase acuta”. 

Il sindaco parla anche della contrapposizione con le organizzazioni sindacali, facendo un distinguo fra i sindacati e alcuni sindacalisti che a suo dire non hanno avuto un comportamento rispettoso nei confronti delle istituzioni. “Questa città – afferma - ha bisogno di modello sviluppo coerente con quello che sta avvenendo in Europa. Il futuro non sarà quello del fossile o degli idrocarburi. Il futuro sarà altro. Ma nei piani industriali di Versalis qui a Brindisi non c’è una proposta su questi temi. Confindustria e sindacati lo vogliono mettere in discussione questo modello di sviluppo, o vi va bene così? Lo chiedono i cittadini ma anche i lavoratori, rispetto ai quali non ho alcuna contrapposizione. Remando nella stessa direzione, si salvaguarderanno l’ambiente, la salute e il lavoro”. 

Inevitabile quindi un cenno al futuro della centrale Enel Federico II, il cui gruppo 2 sarà chiuso a partire da gennaio 2021, in anticipo rispetto al cronoprogramma della decarbonizzazione. “Il progetto di avviare un impianto a gas di riserva – afferma Rossi – significa che in quel sito si passerà da oltre 1000 lavoratori a circa 150 lavoratori. C’è una responsabilità forte di chi non ha voluto affrontare per tempo, 10 anni fa, quello che era inevitabile, cioè che si sarebbe usciti dal carbone”. Ora, prosegue Rossi, “bisogna chiudere quella centrale a carbone. Ma per poterlo fare occorre un parere importante da parte di Terna, che è il grande assente in questo momento. Terna ci deve dire se quella centrale è indispensabile per garantire la rete. Se così non è, non ne vediamo l’esigenza. A quel punto sarebbe solo una valore remunerativo di Enel”.

Rossi dunque chiede al governo “impegni seri": "Bisogna chiedere e sostenere nuove innovazioni”. Si tratta di una “sfida da sostenere e lanciare a partire dal tavolo dell’8 giugno, che non è la ritirata del sindaco ma è invece l’apertura di una vertenza molto importante su cui non arretriamo”.

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