Col lockdown così è diminuito l'inquinamento a Brindisi e in Puglia

Lo studio condotto dal Centro regionale aria dell'Arpa su sei città capoluogo della nostra regione

Il Centro Regionale Aria di ArpaPuglia sta seguendo in maniera costante l’andamento dei livelli di qualità dell’aria, in concomitanza dell’emergenza Covid-19. Lo studio, centrato sui 6 capoluoghi di provincia, è volto a monitorare le variazioni degli inquinanti in seguito a eventi salienti quali la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, disposta dal Dpcmdel 4 marzo 2020 e l’estensione a tutto il territorio nazionale delle misure restrittive sugli spostamenti, disposta dal DPCM del 9 marzo 2020.

PM25-2

Per ognuno dei capoluoghi di provincia è stata scelta una stazione di monitoraggio campione, avendo cura di selezionare quelle maggiormente esposte alle emissioni da traffico veicolare. Delle 6 stazioni individuate, 4 sono infatti classificate come stazioni urbane-traffico (Bari corso Cavour, Brindisi via dei Mille, lecce piazza Libertini e Taranto via Alto Adige), mentre nei rimanenti 2 capoluoghi si è dovuto scegliere stazioni urbane di fondo (Foggia via Rosati e Barletta via Casardi) non essendo presente stazioni da traffico.

Biossido di azoto (NO2)

La concentrazione del biossido di azoto è notoriamente legata alle emissioni da traffico veicolare. Dallo studio condotto, emerge una evidente e generale diminuzione dell’NO2, in concomitanza delle misure restrittive. 

L’andamento delle medie settimanali mostra ancora più chiaramente la diminuzione delle concentrazioni registrate da stazioni di tipo urbano-traffico, ubicate in plessi scolastici (Brindisi via dei Mille, Lecce piazza Libertini e Taranto via Alto Adige). Interessante è anche la repentina diminuzione registrata dalla stazione Bari corso Cavour che, dal 2015 al 2017, aveva registrato il superamento del valore limite annuale.

Inoltre, per ogni stazione presa in esame sono stati elaborati i giorni tipo, sia per il periodo ante – emergenza Covid-19, sia per la fase attuale. In tutti i casi si assiste ad una chiara diminuzione dei valori registrati, andamento soprattutto osservabile in corrispondenza dei picchi tipici delle ore di punta. 

Interessante è il caso di un Laboratorio Mobile, posizionato nel parcheggio di un centro commerciale collocato in una delle vie di accesso alla città Barletta. In questo sito sia il calo delle concentrazioni, sia la variazione del giorno tipo risulta estremamente nitida. Il giorno tipo in particolare, nella fase attuale non mostra i due classici picchi di concentrazione, che per l’NO2 nei siti urbani sono generalmente riscontrati nelle prime ore del mattino e della sera.

Polveri (PM10 – PM2.5)

A differenza che per l’No2, per Pm10 e Pm2.5 appare meno semplice individuare una tendenza alla correlazione così netta tra diminuzioni delle concentrazioni registrate e limitazioni della mobilità introdotte con l’emergenza Covid-19. Questi inquinanti infatti dipendono da molteplici variabili (condizioni meteoclimatiche, avvezioni di polveri desertiche, etc). Esempio lampante di questa dipendenza sono i superamenti del limite di legge giornaliero di Pm10, registrati negli ultimi giorni del mese di marzo, in piena attuazione delle misure restrittive e dovute ad avvezioni di polvere desertiche, presumibilmente dalla regione del Mar Caspio (https://www.snpambiente.it/2020/03/31/polveri-dal-mar-caspio-allitalia/).

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Lorenzo Angiuli e Fiorella Mazzone del Centro Regionale Aria di Arpa Puglia

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