Consacrata la chiesa parrocchiale di San Lorenzo da Brindisi

Domenica 27 settembre da sua eccellenza monsignor Domenico Caliandro, arcivescovo di Brindisi-Ostuni

BRINDISI - Domenica 27 settembre è stata consacrata, da sua eccellenza monsignor Domenico Caliandro, arcivescovo di Brindisi-Ostuni la chiesa parrocchiale di San Lorenzo da Brindisi, nel quartiere Sant’Elia di Brindisi, in realtà un edificio non nuovo ma completamente ristrutturato con l’adeguamento liturgico dell’altare, ambone, battistero e tabernacolo.

La dedicazione è più che una semplice inaugurazione, come invece accade per qualsiasi altro edificio. La chiesa infatti non è semplicemente un luogo per la preghiera, ma è l’immagine della Chiesa che è corpo di Cristo, della comunità che lì si riunisce per pregare, della Chiesa terrena e di quella che è in cielo. Per questo il cuore dell’edificio di culto cristiano è sempre l’altare, immagine di Cristo, luogo in cui si rinnova il sacrificio della croce e mensa del banchetto del corpo e sangue del Signore.

Il rito della dedicazione comincia con una processione verso l’edificio da dedicare. Una volta entrati, il vescovo asperge il popolo e le pareti dell’edificio in memoria del Battesimo. La liturgia della parola si svolge come al solito durante la messa.

Segue un insieme di riti propri della dedicazione. Dopo il canto delle litanie dei Santi il vescovo canta la solenne preghiera di dedicazione, che esalta il mistero della Chiesa con le immagini della sposa vergine e madre, della vigna, del tempio e della città.

Seguono altri tre riti: l’unzione dell’altare e delle pareti, a ricordare che, come Cristo, anche i cristiani sono un popolo consacrato a Dio, l’incensazione dell’altare, del popolo e delle pareti, perché la chiesa è luogo della preghiera che sale al Padre come l’incenso profumato, e perché l’assemblea liturgica è il tempio santo di Dio e quindi è avvolta dalla nuvola d’incenso in segno di onore, l’illuminazione a festa dell’altare e della chiesa, perché Cristo è la luce che risplende sul suo popolo e sul mondo intero.

L’ultima parte della dedicazione è costituita dalla liturgia eucaristica. È questo il culmine dell’intera celebrazione, perché è l’Eucaristia che propriamente dedica la nuova chiesa, così come è l’Eucaristia che di domenica in domenica edifica e fa crescere il popolo cristiano.

Sono tanti e suggestivi i riti che si compiono sull’edificio, ma al centro della dedicazione sta la Chiesa in quanto popolo di Dio e il Cristo suo Signore. Dedicando la chiesa di mattoni si ha una viva manifestazione della Chiesa di pietre vive e di Cristo pietra angolare, nel quale «tutta lacostruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore» (Ef 2,21).

Al termine della Solenne Dedicazione della Chiesa parrocchiale, il parroco don Paolo Zofra ha rivolto ai presenti queste parole di ringraziamento:

“Con grande gioia ed emozione abbiamo vissuto un momento ”storico” per la nostra Comunità parrocchiale, che veramente può e deve sentirsi una “famiglia di famiglie”. Un saluto a tutti i presenti, ai sacerdoti, a don Massimo e alla Comunità “sorella” di Cristo Salvatore  e a tutti coloro che si sono spiritualmente uniti alla nostra celebrazione attraverso la diretta televisiva. Un grazie a tutti coloro che hanno curato questa Santa Liturgia di Dedicazione. Grazie a Lei Eccellenza per aver sostenuto i lavori di ristrutturazione della nostra chiesa, impegnando i fondi provenienti dall’8xmille alla Chiesa cattolica; unitamente all’accompagnamento durante i lavori dell’Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto e all’Economato della Diocesi". 

"Quasi a 50 anni dall’erezione canonica della parrocchia, Lei oggi ha consacrato l’altare e le mura di questo Tempio, invocando sulla Chiesa e su di noi la Benedizione di Dio, perché ascolti sempre la nostra preghiera all’interno di questo edificio sacro. La giornata di festa ha cambiato sicuramente la normalità di una domenica qualunque della nostra vita, che ci farà sperimentare ancora l’unione di famiglia cristiana, che ci farà sentire ancora una volta che la Chiesa è “viva”. La nostra Comunità cristiana di San Lorenzo da Brindisi è viva. Sentiamoci coinvolti e soprattutto “responsabili” di questa chiamata ad essere le “pietre vive” dell’edificio spirituale che è Cristo Gesù in mezzo a noi. Ogni volta che ciascuno di noi entrerà nella Chiesa, si senta “pietra viva”, chiamato a rendere ragione della fede ricevuta e impegnato a trasmetterla ad ogni persona che vive nel nostro quartiere”.

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