"Deride immigrato svenuto". "Querelo, è italiano e l'ho soccorso"

Scoppia una caso a Ostuni dopo un articolo apparso su l'edizione di Bari de La Repubblica, protagonista la consigliera comunale leghista Margherita Penta

OSTUNI – “Ostuni, coordinatrice della Lega in posa su Instagram deride un immigrato svenuto”, titola l’edizione di Bari del quotidiano La Repubblica. E aggiunge: “La consigliera comunale Margherita Penta si lascia ritrarre così da un amico avvocato che sceglie come sottofondo la canzone ‘Se mi lasci non vale’ di Julio Iglesias. Il gruppo ironizza anche quando il ragazzo è portato via dall'ambulanza”. La risposta arriva a stretto giro, con annuncio di querela, “assolutamente inevitabile atteso che pubblicare notizie false è reato”.

Ma cosa è accaduto? Su la Repubblica Bari online compare di apertura l’articolo in questione, con la foto ripresa da Instagram e attribuita ad un amico avvocato della consigliera comunale. Ma secondo Margherita Penta la persona ritratta mentre è riversa sui gradini di piazza della Libertà nella tarda serata del 15 settembre, accanto alla chiesa di San Francesco, non solo non è un immigrato, ma è stata soccorsa per prima proprio dalla esponente leghista. La reazione della Penta giunge pochissime ore dopo la pubblicazione dell’articolo, sotto forma di pubblica richiesta di smentita, inviata a La Repubblica ma anche al resto della stampa locale.

La lettera della consigliera leghista

“Mi sembra il caso di raccontare a tutti gli italiani, perché la notizia ha già avuto diffusione nazionale, quanto effettivamente è accaduto ieri sera, 15 settembre 2019, verso le 23,00. Il signore sdraiato che appare nella fotografia pubblicata dal predetto quotidiano non è un immigrato, non è di colore e non è neppure abbronzato, è un cittadino ostunese, quindi – scrive la consigliera comunale ostunese - assolutamente di nazionalità italiana, il cui nome è Vito ed il soprannome ‘Il parcheggiatore’ e, quanto meno per il momento, ometto ogni ulteriore indicazione anagrafica per evitare di violare la privacy di quel signore”.

Margherita Penta a Ostuni con Matteo Salvini-2

“Non solo è un italiano, ma la fotografia non mi ritrae accanto a quell'uomo, probabilmente ubriaco, ma a distanza e la canzone scelta dal mio amico (che non è neppure avvocato) che ha pubblicato la foto su Instagram (‘Se mi lasci non vale’ di Julio Iglesias) non si riferiva sicuramente all'uomo sdraiato per terra, ma era la canzone che avevamo ascoltato rientrando da Brindisi dalla partita del Brindisi Basket (ancora su Instagram sul mio profilo)”. Aggiunge Margherita Penta.

Ma la protagonista della vicenda rivendica anche di essere stata la prima ad interessarsi della persona distesa sui gradini della piazza: “I presenti ricorderanno perfettamente che proprio la sottoscritta è stata la prima ad intervenire, avvicinandosi a quell'uomo, per accertarsi delle sue condizioni di salute e, verificato che l'uomo era solo in uno stato incosciente, si consultava con gli astanti sulla necessità di far intervenire un'ambulanza”.

“Solo allorquando l'ambulanza era già stata allertata – prosegue la penta nella sua descrizione dei fatti - e si era in attesa dell'arrivo di personale specializzato, la sottoscritta si allontanava dall'uomo sdraiato per terra ed in quel frangente veniva scattata la foto, poi postata su Instagram, e la scrivente era per altro ignara che quell'uomo fosse nell'inquadratura della foto. Probabilmente, dopo aver visto che nella foto c'era anche quell'uomo sdraiato per terra, quella foto doveva essere rimossa dal social ed, in effetti, così è stato”, assicura la consigliera comunale leghista di Ostuni.

“Effettivamente l'ambulanza interveniva e – necessariamente – presso il locale nosocomio esiste tutta la documentazione sanitaria inerente tale intervento. Le altre foto, gli altri video e le altre canzoni pubblicate, non saprei neppure dire da chi postate su Instagram, non hanno alcun nesso con chi scrive”. In circa quattro ore il post dell’articolo ha raccolto 512 like, 413 commenti e 640 condivisioni, inclusa quella del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Il sindaco di Ostuni

“È stata postata su Instagram e poi richiamata in un articolo apparso su Repubblica Bari online, una foto ritraente il consigliere comunale di maggioranza Margherita Penta con, sullo sfondo, una persona in evidente situazione di difficoltà", è intervenuto sui social il sindaco di Ostuni, Guglielmo Cavallo. "La consigliera e chi ha postato la foto devono fornire spiegazioni convincenti sull’accaduto. In ogni caso, nessuno pensi di strumentalizzare politicamente la situazione con accuse di razzismo o mal funzionamento dei servizi sociali del Comune perché la persona ritratta è un ostunese costantemente monitorato”.

Guglielmo Cavallo

Le reazioni

"In attesa che la consigliera comunale di maggioranza al Comune di Ostuni Margherita Penta, della Lega, nella sede appropriata fornisca una spiegazione convincente di quanto accaduto la notte del 15 settembre e postato in un video su Instagram, come richiesto dal sindaco di Ostuni, Guglielmo Cavallo, il Forum per cambiare l'ordine delle cose della provincia di Brindisi e l'Anpi di Ostuni esprimono il proprio sconcerto", si legge in un comunicato dello stesso forum e dell'Anpi di Brindisi sull'accaduto.

"Che non si tratti di una persona africana, ma di un cittadino di Ostuni preso in carico dai servizi sociali, non elimina la gravità di quello che è successo. Restano lo scempio fatto a un corpo inerme esposto allo sguardo di tutti, la leggerezza e la irresponsabilità verso una persona in stato di bisogno, consegnato con superficialità allo sguardo altrui e divenuto oggetto di scherno. Quasi che trattandosi del più povero tra i poveri si possa fare e dire qualunque cosa. Anche questa è una forma di razzismo", sostengono il forum e l'Anpi.

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"Tale comportamento da parte di una consigliera comunale, ripresa e pubblicata sorridente presso un corpo gettato sulle scale di una chiesa sulle note Instagram di 'Se mi lasci non vale', è inoltre diseducativo e la leggerezza, in chi ricopre incarichi pubblici, non ne attenua le responsabilità. Anzi, induce e giustifica in chi lo vede, a maggior ragione, perché agito da una persona che ha un ruolo pubblico, l'imitazione e la condivisione".

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