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San Donaci: consiglio comunale compatto contro il nuovo parco eolico

Bocciato all'unanimità un progetto che prevede la realizzazione di una centrale composta da 15 aerogeneratori

SAN DONACI - Si è svolto ieri, 1 settembre, il consiglio comunale monotematico di San Donaci aperto alla cittadinanza in cui si è discusso del progetto “Parco eolico Masseria Muro” presentato al Ministero dell’Ambiente dalla società Wdp Muro con sede in Roma.  Il consiglio comunale si è espresso negativamente all’unanimità sulla proposta dell’impianto il cui progetto prevede la realizzazione di una centrale eolica composta da 15 aerogeneratori ricadenti nei territori confinanti dei comuni di San Donaci, Brindisi, Mesagne, San Pancrazio e Cellino S.M. per una potenza complessiva pari a 90MW. 

“Il dissenso – si legge in una nota del Comune di San Donaci - scaturisce principalmente dalle inevitabili alterazioni che le installazioni produrrebbero sul territorio comunale dal punto di vista economico: il parco eolico è proposto in un’area che costituisce un sistema territoriale, così come cita la delibera approvata in consiglio, votato all’eccellenze degli olii e dei vini, quale fonte di sviluppo socio-economico e culturale di queste aree interne”. 

“Non meno rilevante – si legge ancora nella nota - è l’impatto fortemente negativo dal punto di vista ambientale e paesaggistico: il sistema territoriale interessato dall’impianto eolico è caratterizzato da molteplici emergenze paesaggistiche riconosciute dal Pptr come siti interessati da beni storico culturali e zone di interesse archeologico. Tale sistema si colloca lungo la dorsale del ‘Limitone dei Greci’ antico asse viario alternativo alla via Appia e dove insiste il tempietto di San Miserino che per secoli è stato un importante polo di attrazione del culto e che per la sua particolare rilevanza monumentale ha una importante collocazione nel panorama architettonico meridionale”. 

“La realizzazione del parco - si legge ancora nel comunicato - penalizzerebbe lo sviluppo che la comunità di San Donaci intende perseguire. Non vi è equilibrio, infatti, tra quello che resta alla comunità e il fatto di assoggettare ad un uso industriale una così vasta porzione di territorio con una vocazione agricola e con forti potenzialità turistiche.  L’amministrazione è indisponibile a cedere il territorio e per questo farà valere le proprie ragioni attraverso tutti gli strumenti a disposizione, coinvolgendo i propri cittadini, i comuni interessati dal progetto e tutti gli interlocutori che da subito hanno mostrato sensibilità e si sono impegnati a sottoscrivere le osservazioni che sono giunte e giungeranno al ministero dell’ambiente”.

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