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Domenica, 23 Giugno 2024
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Ccnl sicurezza e difesa scaduto da due anni, Siap: "Necessario tavolo di confronto"

Nota a firma di Giuseppe Tiani, segretario generale del Sindacato italiano appartenenti  polizia,  Giuseppe Tiani e il segretario nazionale dell'Associazione nazionale dei  funzionari di polizia, Enzo Letizia

Il segretario generale del Siap (Sindacato italiano appartenenti  polizia),  Giuseppe Tiani e il segretario nazionale dell'Associazione nazionale dei  funzionari di polizia, Enzo Letizia, hanno inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio Meloni e ai ministri  Zangrillo e Piantedosi in tema di rinnovo del contratto del   comparto sicurezza e difesa scaduto a dicembre del 2021. 

"Da tempo, nel dibattito  pubblico come nelle sedi politiche, sindacali, accademiche ed istituzionali, si discute  di sicurezza pubblica, complice certamente l'epoca storica in cui viviamo, nella quale  la sicurezza si distingue come bene volatile, perché esposto ad un'innumerevole  quantità di elementi imponderabili che mettono a rischio il suo declinarsi, un bene ed   una funzione che certamente è tra gli architravi istituzionali delle  società  democratiche e della nostra quotidianità”. 

“Garantire una società sicura impone di  riconoscere alla sicurezza quel ruolo centrale che essa riveste nella vita dei  cittadini sia sul piano individuale che collettivo. Se la sicurezza democratica o meglio: la sua costruzione e il suo mantenimento rappresenta uno dei paradigmi rispetto  ai quali la società regola il proprio agire, il metodo e l'analisi costituiscono gli   strumenti attraverso i quali la sicurezza pubblica può essere meglio costruita e   mantenuta, poiché esso consente di conoscere le situazioni in cui essa può essere messa   a rischio. Al riguardo, il contratto è certamente uno strumento essenziale per  migliorare le condizioni di lavoro e la sua organizzazione per l'impiego efficiente   della cronica carenza delle risorse umane dedicate al mantenimento dell'ordine e della   sicurezza pubblica del paese". 

"Ciò  premesso - continuano Tiani e Letizia - anche le donne e gli  uomini del comparto sicurezza devono far fronte ad una drastica riduzione del potere di   acquisto delle loro retribuzioni a causa di un'inflazione che lo scorso anno ha   raggiunto il 12,6 percento e nel primo semestre di quest'anno si è assestata al 10 percento secondo le   stime al ribasso, oltre gli incrementi dei costi per i beni energetici e i tassi   d'interesse quadruplicati per i mutui prima casa, così come la bolla per gli affitti   nelle grandi città metropolitane”. 

“Peraltro, in un contesto europeo ove gli stipendi italiani sono più bassi di non meno del 12% della media europea, pari a 3.700,00 euro  in meno l'anno della retribuzione complessiva, il cui divario cresce fino a 7.600,00   euro l'anno rispetto alla Francia ed a 8.000,00 euro in meno rispetto alla Germania. Sono alcune delle sintetiche ragioni, per cui riteniamo necessario aprire un tavolo di  confronto con il governo finalizzato allo stanziamento di adeguate risorse nella   prossima legge di bilancio per il finanziamento del rinnovo del contratto e della   specificità del comparto sicurezza, come noto scaduto il 31 dicembre 2021”. 

“Il  contratto   collettivo nazionale di lavoro è uno strumento essenziale per migliorare non solo le  condizioni retributive del personale che lavora diuturnamente, ma anche per rendere più  efficiente  l'unicità d'impiego dei servizi per la sicurezza dei cittadini e delle   grandi infrastrutture, in particolare quelli tesi a prevenire e contrastare le  criticità e le mafie che, notoriamente se assenti, incidono negativamente sulla   sicurezza dei territori, impoverendo così lo sviluppo delle economie, rendendo aride  le  iniziative private delle micro, piccole e medie imprese".
 

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