Giovedì, 21 Ottobre 2021
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La vita e l'insegnamento di San Lorenzo a 400 anni dalla sua morte

La figura del santo patrono di Brindisi al centro di un convegno che si è svolto presso la basilica Cattedrale

BRINDISI - Si è parlato di San Lorenzo da Brindisi e della spiritualità cristiana in Terra d’Otranto fra XVI e XVII secolo nel XXI Colloquio Laurenziano che si è svolto giovedì, 5 settembre, nella Basilica Cattedrale di Brindisi. Il convegno, che è stato organizzato dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, dalla Cattedra Laurenziana dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e dalla History Digital Library, con l’adesione dell’associazione “San Lorenzo da Brindisi” e di In-Chiostri, si è svolto in occasione del quarto centenario della morte di San Lorenzo da Brindisi ed è stato coordinato ed introdotto dal professor Antonio Mario Caputo, della Società di Storia Patria per la Puglia. 

Giacomo Carito-13

Attraverso le relazioni del convegno di studi sono state illustrate la spiritualità di San Lorenzo da Brindisi, la Terra d’Otranto e di Brindisi fra XVI e XVII secolo, la presenza dei Cappuccini, il dibattito religioso, culturale e politico del tempo e la prima formazione dell’illustre santo brindisino. Il Colloquio Laurenziano si è aperto con gli indirizzi di saluto del prefetto di Brindisi, dottor Umberto Guidato, che ha definito la figura di San Lorenzo come estremamente affascinante, attuale e completa, e del parlamentare brindisino Mauro D’Attis, che ha ricordato la fase cruciale del riconoscimento della figura di San Lorenzo ad un ruolo superiore e come il santo abbia recuperato, in questi anni, anche nell’opinione pubblica, un ruolo che prima non aveva. 

Il questore di Brindisi, Ferdinando Rossi, nel suo saluto ha voluto invece evidenziare la forte devozione che la cittadinanza ha nei confronti dei suoi santi patroni e la compostezza dimostrata dalle migliaia di persone che aspettavano l’arrivo dei santi dal mare durante la festa patronale. 

Liana Serafino-2

L’avvocato Liana Serafino, presidente dell’associazione San Lorenzo da Brindisi (che si occupa di divulgare la figura del santo), ha ricordato che nel Santuario di Santa Maria degli Angeli, in Brindisi, sono custoditi una parte del cuore di San Lorenzo e il suo Crocifisso, con cui il santo andò in giro per l’Europa. La presidente dell’associazione ha donato alle autorità presenti il libro su “La vita di San Lorenzo da Brindisi”, di Marisa Andriani, e il calendario con gli scritti del santo brindisino, che l’associazione prepara ogni anno, da ormai dieci anni, per far conoscere il santo. Dopo il saluto dell’amministratore parrocchiale della Cattedrale di Brindisi, don Mimmo Roma, ha avuto inizio il XXI Colloquio Laurenziano. 

La prima relazione, di Padre Alfredo Di Napoli dell’Ordine Frati Minori Cappuccini della provincia religiosa di Puglia, ha esaminato la spiritualità dei Cappuccini di Puglia. Di Napoli, storico della Chiesa, ha presentato una figura importante, una grande personalità, un grande teologo e predicatore: Giacomo Paniscotti da Molfetta che, come sottolinea lo storico, “ha mantenuto alto l’Ordine dei Cappuccini in Puglia in un momento particolarissimo della storia dei Cappuccini”. Padre Alfredo ha parlato della disputa teologica, avvenuta nel 1546, a Francavilla Fontana, fra Giovanni Bernardino Bonifacio, marchese di Oria, e padre Giacomo Paniscotti. 

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Il Colloquio Laurenziano è così proseguito con l’intervento di Rosanna Savoia, già direttrice dell’Archivio di Stato di Brindisi e studiosa della storia dei Cappuccini e della storia del francescanesimo in generale. Tema affrontato: i “Cappuccini ‘illustri’ in Terra d’Otranto tra XVI e XVII secolo”. La dottoressa Savoia ha aperto la sua relazione inquadrando i Cappuccini della Terra d’Otranto nel periodo storico in cui hanno vissuto, soffermandosi poi sull’espansione delle fondazioni cappuccine nel nostro territorio, dal 1533 sino al 1627.  Il percorso spirituale di San Lorenzo, tra le sue molteplici responsabilità, è stato invece l’aspetto esaminato dal professor Antonio Mario Caputo. Lo storico della Società di Storia Patria per la Puglia ha ricordato che il giovane Giulio Cesare Russo quando scelse di indossare il saio dei Cappuccini privilegiò, non casualmente, il nome di Lorenzo, nome del santo martire romano. “Non fu assolutamente un caso”, spiega Caputo, “ma una scelta perfettamente attinente alla dimensione spirituale del santo brindisino”. 

Il professore ha quindi ricordato che Lorenzo, trasferitosi da Brindisi a Venezia, fu ordinato sacerdote nel 1582 e già durante gli studi ecclesiastici mostrò le sue qualità intellettuali. Apprese facilmente le lingue antiche e moderne e grazie alla padronanza di tanti idiomi poté svolgere il suo intenso apostolato. Era un predicatore efficace e fluente e conosceva in modo profondo la Bibbia, ma anche la letteratura rabbinica, ed era in grado di illustrare, in modo esemplare, la dottrina cattolica ai cristiani che avevano aderito alla riforma protestante. Fu uno scrittore colto: la sua opera omnia è costituita da 15 tomi. Quando predicava mirava sempre all’utilità spirituale degli uditori. 

“Sentiva d’avere alla sua presenza non discepoli da seguire, ma anime da illuminare alla luce del Vangelo”, afferma Caputo. “Anche i fedeli più semplici, non dotati di grande cultura, furono beneficiati dalla parola convincente di Lorenzo che si rivolgeva alla gente umile per richiamare tutti alla coerenza della propria vita con la fede professata”. San Lorenzo nutrì un forte sentimento d’amore per Maria Santissima e scrisse, a tal proposito, il Mariale. Svolse molteplici attività, ebbe una spigliata indole diplomatica e nelle sue azioni di pace, oltre alla spiritualità, fece ricorso alle sue virtù di mediazione e alle sue numerose esperienze.  Il professor Caputo ha, infine, ricordato che San Lorenzo volle a Brindisi la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, con annesso un convento femminile e che svolse, ininterrottamente, l’attività di predicatore in molte città italiane e in diverse nazioni, nonostante ricoprisse altri incarichi di grande responsabilità a livello ecclesiastico, civile e sociale. Morì a Lisbona, all’età di 60 anni, nel 1619, nel corso di una delle tante missioni diplomatiche e fu proclamato Dottore della Chiesa Universale da Papa Giovanni XXIII. 

Un dipinto che raffigura San Lorenzo da Brindisi conservato nella chiesa dell’Annunziata di Mesagne è stato l’argomento centrale della relazione proposta da Domenico Ble, dottore magistrale in Storia dell'arte, che sulla tela ha avanzato delle ipotesi interessanti. La tela, per il ricercatore, ha una valenza importante, in quanto racconta la devozione verso il santo prima ancora della sua beatificazione. 

Le conclusioni di Monsignor Domenico Caliandro-2

Il Colloquio Laurenziano è proseguito con la relazione del presidente della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, Giacomo Carito, che ha relazionato su “Aristotelismo e platonismo nel Salento. La prima formazione di San Lorenzo da Brindisi”. Carito ha parlato dell’influsso che San Lorenzo ha ricevuto nei 14 anni in cui è stato a Brindisi, prima del trasferimento a Venezia, e di cosa è rimasto di quella prima formazione nel grande predicatore. Il professore ha quindi delineato i caratteri distintivi del Rinascimento salentino. 

Le conclusioni dell’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Domenico Caliandro, che ha esortato ad amare San Lorenzo da Brindisi, hanno chiuso il XXI Colloquio Laurenziano, attraverso cui è stato possibile indagare duecento anni di storia. 

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