Coro di "no" al carbone di Arcelor Mittal nel porto di Brindisi

Dopo il sindaco Riccardo Rossi, dichiarazioni dure sia dalla maggioranza che dall'opposizione in vista del tavolo tecnico del 6 settembre

BRINDISI – Arrivano altre reazioni, sia dai settori della maggioranza che dell’opposizione consiliare, dopo quella di Brindisi Bene Comune, alla notizia del progetto di spostare nel porto di Brindisi la movimentazione del carbone e dei minerali per l’acciaieria di Taranto, priva di banchine dopo il sequestro penale nel mese di luglio del quarto sporgente del porto ionico, in seguito alla caduta di tre gru (con una vittima) il 10 di quel mese durante una tempesta. Sono tutte dello stesso segno, le posizioni espresse: no all’operazione, come ha già dichiarato il sindaco Riccardo Rossi.

Il Comune di Brindisi è stato convocato dall’Autorità di sistema portuale ad un tavolo tecnico venerdì 6 settembre alle 10 assieme a Provincia, Asl, Arpa Puglia, Vigili del Fuoco, Capitaneria, Ufficio di sanità marittima e area presso la sede di Brindisi della stessa Adsp, con lettera del segretario generale Tito Vespasiani.

Autorità portuale in pressing per il sì

Nella nota traspare una posizione favorevole dell’authority, basata sulle garanzie offerte da Sir Servizi Industriali, l’impresa incaricata da Arcelor Mittal per le attività di movimentazione di carbone e minerali a Brindisi, inviata a sua volta all’incontro, e sul fatto che nel sito di Costa Morena siano attive due centraline per il monitoraggio della dispersione delle polveri i cui “dati raccolti e validati da Arpa Puglia nel corso di questi anni non hanno evidenziato particolari problematiche rispetto a i parametri di cui al D.M. 60/2000, applicato per la rilevazione dei PM10 negli ambiti urbani, se non in qualche caso, comunque sporadico, spesso attribuibile a eventi atmosferici più che alle operazioni portuali”.

Una lettura molto riduttiva del problema, che trascura la realtà dei fatti, altrimenti Enel stessa non sarebbe ricorsa ad un oneroso investimento nell’automatizzazione dello sbarco del carbone, e sottovaluta l’impatto delle centinaia di camion che almeno per venti giorni al mese farebbero la spola tra Brindisi e Taranto. Si avverte puzza di accordo già confezionato, alle spalle delle amministrazioni del territorio, un nuovo caso per molti versi simile a quello del rigassificatore British Gas che per anni ha provocato un grosso scontro politico e sociale a Brindisi (nella foto sotto, una nave da crociera a Costa Morena Est, dove si vorrebbe movimentare il carbone per l'acciaieria di Taranto).

Nave da crociera a Costa Morena Est - Brindisi-3

Il no del sindaco e delle forze politiche

Hanno detto no anticipatamente Rossi, che è anche presidente della Provincia, Brindisi Bene Comune ieri sera, e stamani Pd, Pri e il Movimento +39. Eccone le dichiarazioni, a partire dal capogruppo di +39, Massimo Ciullo: “Sostengo pienamente la contrarietà espressa dal sindaco Riccardo Rossi rispetto alla possibilità che nel nostro porto sbarchi e si smisti il carbone per l’ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto. Ancora una volta l'Autorità di Sistema Portuale si muove in modo discutibile rispetto ai reali interessi e bisogni di Brindisi”

“Anche la semplice ipotesi di consentire lo scarico e il trasporto di carbone dell'ArcelorMittal (ex Ilva) nel porto di Brindisi per destinarlo a Taranto non solo è assurda ma significa un vero e proprio schiaffo ad una città che già è fortemente compromessa dal punto di vista ambientale”, dice Ciullo che il progetto “va impedito con una mobilitazione generale scevra da condizionamenti partitici o ideologici e che anzi misuri il grado di amore per la città di maggioranza e opposizione che sui temi soprattutto ambientali e della salute non dovrebbe conoscere divisioni”.

Ciullo invita il sindaco Rossi “a disertare qualsiasi convocazione organizzata dall'Autorità Portuale formalizzando preventivamente a Patroni Griffi il diniego e la contrarietà ai traffici di carbone con l'esplicita richiesta che tale lettera di diniego e contrarietà del Comune venga assunta formalmente nel verbale che l'Autorità Portuale redigerà in occasione della riunione convocata”.

Lavori di completamento funzionale dello sporgente est del molo di costa morena – realizzazione pavimentazione-2

Molto duro anche il Pd, primo partito della coalizione che governa Brindisi: “Sin dal primo giorno dell'insediamento dell'amministrazione comunale con la guida del sindaco Riccardo Rossi, il Partito Democratico di Brindisi ha inteso contribuire in maniera determinante a ridisegnare il futuro di Brindisi e consegnare una nuova speranza a tutti i cittadini. Per troppo tempo la nostra città ha condizionato il proprio destino a scelte fatte fuori da questo territorio e senza tenere conto delle aspettative e delle reali esigenze dei brindisini. Con la strategia energetica nazionale dei governi del Partito Democratico, in cui si punta ad una piena decarbonizzazione, un nuovo modello di sviluppo per il nostro territorio è possibile”.

“L'eventualità che, ancora una volta, Brindisi e il proprio porto rischino di vincolare il proprio destino al carbone” per il Pd cittadino “è preoccupante” e “inaccettabile”, pertanto i dem brindisini non permetteranno mai che “si torni indietro di venti anni in tempi in cui la salute e l'ambiente in questa città venivano sacrificati all'altare del profitto e della speculazione. Il futuro di Brindisi, con questa amministrazione e con il Partito Democratico, si svilupperà con un'idea diversa e nuova, improntata su uno sviluppo sostenibile che tenga conto della salute dei cittadini e della tutela del lavoro e dei lavoratori” (nella foto sotto, lo sporgente est di Costa Morena)

Costa Morena Est-2

Gabriele Antonino e Vito Birgitta del Pri dichiarano che “non siamo tra quanti hanno demonizzato la presenza sul nostro territorio di grandi gruppi energetici che, pur con tutte le problematiche connesse alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia della salute dei cittadini brindisini, hanno comunque rappresentato una opportunità di lavoro per le nostre imprese e per molti concittadini. Quel modello di sviluppo, però, improntato sull’insediamento di grandi gruppi industriali a discapito delle vocazioni naturali della nostra realtà ha manifestato col tempo tutti i suoi limiti”.

“Faticosamente Brindisi sta cercando di costruire un nuovo modello di sviluppo che tenga insieme le esigenze dell’industria ma anche quelle del turismo, dell’agricoltura, della valorizzazione delle nostre infrastrutture. Esprimiamo, quindi, la nostra netta contrarietà a che il porto di Brindisi sia utilizzato per lo sbarco del carbone necessario al funzionamento della acciaieria dell’Arcelor Mittal di Taranto. A nostro giudizio anche in quel sito produttivo dovrebbe avviarsi senza indugio un’opera di affrancamento dall’utilizzo del carbone”.

Forza Italia non chiude tutte le porte

"In merito alla questione sollevata in queste ore relativa all'utilizzo del porto di Brindisi per il transito di carbone verso Arcelor Mittal di Taranto, occorre sottolineare che con la sottoscrizione degli accordi di Parigi si è avviato un processo irreversibile in favore della decarbonizzazione delle centrali elettriche che spingerà sempre più verso l'utilizzo delle fonti di produzione di energia rinnovabili, tutto questo grazie anche al contributo di Forza Italia all'interno del Ppe in Europa", si legge nella nota diffusa da Forza Italia.

"Al fine però di evitare inutili strumentalizzazioni della vicenda è necessario verificare le modalità del trasporto merci, le condizioni ambientali per gli operatori, per il territorio ed il rispetto delle leggi a tutela della salute pubblica oltre alle norme di sicurezza per le operazioni di transito, a mente anche della possibile ricaduta economica per le aziende brindisine interessate ai lavori. A tal proposito potrebbe essere opportuno in un’apposita e urgente conferenza dei servizi, ascoltare le diverse Associazioni di categoria interessate alla questione, i Sindacati, l'Autorità Portuale e l'Impresa richiedente, cui dettare precise prescrizioni per modalità e tempi di svolgimento".

"Forza Italia dice quindi sì alla decarbonizzazione della centrale Enel, sì al rispetto delle leggi a tutela dell’ambiente, SI all’iniziativa industriale, SI alla funzione diversificata del porto di Brindisi e auspica nell'immediato futuro anche un impegno da parte di Adsp nell’attività di rilancio della funzione turistica di esso, anche questa in stallo per le note questioni".

"Siamo d’accordo che i tempi di realizzo delle opere portuali non possono essere dettati dalle contingenze peraltro provenienti dalle città limitrofe già vessate e martoriate in termini di ambiente e salute pubblica, ma appare assolutamente urgente per questa città che il porto sia attrezzato, che ne sia pianificato l’utilizzo delle varie aree e dei vari segmenti e che l’Amministrazione sia fattiva negli impulsi da dare per la concretizzazione del suo sviluppo, invece di trincerarsi nel solito slogan no al carbone. E si badi tutto nel rispetto delle leggi".

Costa Morena Est

No anche dalla Lo Martire

"Unendomi a tante altre voci, sento la necessità di esprimere pubblicamente la mia contrarietà alla richiesta di benestare tecnico per attività portuali di sbarco di carbone fossile. Condivido le ragioni che hanno portato il sindaco di Brindisi a dire no al carbone da sbarcare e da smistare nel nostro scalo portuale. Contrarietà che il primo cittadino rinnoverà in occasione del tavolo tecnico convocato per venerdì prossimo, 6 settembre 2019, alle 10, dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico meridionale, dopo la richiesta presentata lo scorso 28 agosto dal legale rappresentante della società Sir spa di Brindisi", dichiara la consigliera comunale di opposizione Carmela Lo Martire.

"La società Sir, infatti, committente dello stabilimento Arcelor Mittal di Taranto (ex Ilva), ha rappresentato la 'necessità inderogabile – così si legge nella lettera inviata all’Autorità portuale – di assicurare allo stabilimento un rateo giornaliero di sbarco di materie prime, tra le quali il carbone fossile) di almeno 30mila tonnellate'. Il porto di Brindisi, a quanto si apprende, è stato individuato come "infrastruttura necessaria a conseguire tale obiettivo minimo', dopo il sequestro penale delle banchine del Quarto sporgente del porto di Taranto, concesse ad Arcelor Mittal".

"L’obiettivo della società, però, non coincide con quello della città di Brindisi, il cui futuro è legato ad un nuovo assetto dello scalo portuale che non può essere ipotecato con il riconoscimento dell’uso, sia pure temporaneo, delle banchine di Costa Morena Est e Costa Morena Testata Nord, così come chiesto dalla Sir. Si tratta, quindi, di un no in difesa del futuro, di un no costruttivo, nella piena consapevolezza di ciò che è stato il passato e di quanto ancora Brindisi stia pagando per quelle scelte".

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"Brindisi ha necessità di chiudere una volta per tutte con il combustile che tanto, troppo, ha sottratto alla città in termini di sviluppo. Quante occasioni sono state perse? Siamo stati soffocati dal carbone, ne abbiamo respirato polveri per chissà quanto tempo e molti di noi ne hanno pagato il prezzo. Ora basta. La città ha bisogno di progettare il proprio futuro in maniera diversa, lontano dal carbone, e fa piacere constatare che il no al combustibile sia trasversale. E’ una battaglia che non può conoscere colorazione politica e che sono certa il sindaco porterà avanti con determinazione, con il sostegno che tutte le forze politiche brindisine sapranno dimostrare con i fatti nelle sedi opportune. Io ci sono".

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