Coronavirus: ondata di pugliesi che tornano a casa, centralini intasati

Studenti e lavoratori invitati a rivolgersi ai medici di base. Ritardi nelle spedizioni di pacchi per chi è rimasto al Nord

BRINDISI - Tanti, tra studenti e lavoratori, hanno deciso di tornare in Puglia, nella propria terra natia, per allontanarsi dalle regioni del Centro-Nord Italia in cui si sono registrati casi di coronavirus. Treni e aerei sono i mezzi di trasporto più gettonati, ma c'è chi ha optato anche per l'auto (di sua proprietà o presa a noleggio). 

Fra i pugliesi di rientro vi sono anche numerose persone residenti nella provincia di Brindisi. Si tratta soprattutto di studenti fuori sede che, giunti nei Comuni di appartenenza, così come da disposizioni regionali, hanno contatatto le autorità sanitarie al numero 1500, per segnalare il proprio domicilio. La linea, però risulta spesso intasata.

Emblematica è a tal proposito la testimonianza di un brindisino con sintomi influenzali che 10 giorni fa è rientrato dall'Emilia Romagna. "Dopo aver letto le disposizioni della Regione Puglia riguardo alla prevenzione del Coronavirus - spiega il cittadino a BrindisiReport - ho contattato il mio medico curante, il quale mi ha detto di chiamare l'Asl. Al centralino dell'azienda sanitaria, però, non risponde nessuno. Dopo aver contattato più volte il numero 1500, trovandolo sempre occupato, su consiglio del 118 ho nuovamente contattato il medico curante, il quale mi ha invitato a non preoccuparmi". 

La scelta di rimanere al nord e le difficoltà

Molti studenti e tante famiglie, però, per varie ragioni non possono, almeno al momento, rinetrare in Puglia e per questo genitori e familiari si stanno adoperando per spedire derrate alimentari e detersivi, non solo nelle zone interessate più dalla diffusione del virus ma, anche, in altre regioni dove, nelle ultime ore, i supermercati sono stati presi d'assalto con scaffali vuoti in un batter d'occhio.

Le difficoltà, però, riguardano la spedizione dei pacchi attraverso corrieri privati. La distribuzione, infatti, secondo quanto raccontato da alcuni genitori, potrebbe subire forti ritardi perchè molti dei corrieri che fornivano le zone oggi "rosse" sono stati messi in quarantena.

La nota della Asl di Brindisi 

A seguito di disposizioni urgenti emanate dalla regione Puglia nella serata di ieri, lunedì 24 febbraio, per la prevenzione “Covid-19”, la Asl di Brindisi ha diramato una nota con la quale informa l’utenza che per chi si sposta in Puglia da regioni con focolai è prevista la comunicazione agli organi competenti per la sorveglianza sanitaria della propria Asl.

Tutti gli individui che sono transitati e hanno sostato dal 1° febbraio 2020 nei comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini nella Regione Lombardia, di Vo’ nella regione Veneto, come previsto dall’art. 1 del Dpcm 23 febbraio 2020, hanno l'obbligo di comunicare tale circostanza al servizio igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione della Asl Brindisi ai fini dell’adozione di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza fiduciaria a domicilio con sorveglianza attiva.  

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Inoltre, si invitano tutti i cittadini che comunque rientrano in Puglia provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni, a comunicare la propria presenza nel territorio della provincia di Brindisi con indicazione del domicilio al proprio medico di medicina generale ovvero, in mancanza, al servizio igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione della Asl Brindisi al fine di permettere l’esercizio dei poteri di sorveglianza sanitaria (telefono 338 5747395  - mail  sorveglianza.coronavirus@asl.brindisi.it).

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