"Chi tutela i dipendenti dei supermercati e le loro famiglie?"

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di una lettrice sulla situazione che sono costretti a vivere i dipendenti dei supermercati in questo periodo di emergenza per il Coronavirus

Foto di archivio

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di una lettrice sulla situazione che sono costretti a vivere i dipendenti dei supermercati in questo periodo di emergenza per il Coronavirus. 

Gentile testata giornalistica, scrivo a voi perché siete un mezzo di comunicazione e al momento forse siete gli unici che potete denunciare o dare voce, a nome di tutti coloro i quali si trovano in difficoltà in questo tragico momento storico. Il governo ha preso la decisione di chiudere tutte le attività commerciali, tranne i supermercati e altre categorie di prima necessità. In questi giorni i supermercati, sono stati presi d'assalto e nonostante si riesce in malomodo a gestire al meglio le entrate dei clienti, si crea comunque l'affollamento all'interno, sia nella zona casse, poiché gli spazi sono stretti e difficilmente si riesce a rispettare la distanza di almeno un metro, stesso problema si riscontra anche nei corridoi e ai banchi.

Non trovo giusto che i dipendenti di un supermercato, debbano mettere a rischio la propria incolumità e quella dei loro familiari, bisogna prendere dei provvedimenti seri, per tutte le categorie di lavoratori e aumentare le restrizioni, perché affinché ci saranno attività aperte la gente non farà a meno ad uscire da casa e a recarsi in punto vendita, pur di prendere una boccata d'aria. Vi posso assicurare, che c'è gente che si reca al negozio alimentare, in due o tre familiari, per poi acquistare prodotti superflui e non per fare realmente le provviste per tutta la settimana.

Dobbiamo diffondere il messaggio e far capire realmente la gravità della situazione, perché a pagarci le conseguenze non devono essere i dipendenti, che al momento non possono stare a casa, in quanto fanno parte delle categorie escluse dalle chiusure obbligatorie. Talvolta questi stessi dipendenti sono vittime di un sistema politico sbagliato, che pur di avere un degno lavoro, accettano delle condizioni contrattuali improponibili, non hanno diritto al giorno di riposo, svolgono molte più ore di quelle previste dal loro contratto, non hanno diritto a ferie e malattia, quindi qualora dovessero essere colpiti da una disgrazia, sarebbero i primi a rimetterci doppiamente la pelle.

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Chiedo quindi, di prendere in carico questa sorta di "denuncia", al fine di coinvolgere il sindaco, le autorità competenti per risolvere al meglio la situazione e la criticità del momento. Grazie una vostra lettrice.

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