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"Corso di laurea MedTec, Brindisi ancora una volta non è stata coinvolta"

Presa di posizione della Fiom-Cgil: "Eppure c'erano le basi per farlo. Basti pensare all'industria farmaceutica e all'imprenditoria presente alla Cittadella"

BRINDISI - Corsi di laurea "MedTec", un peccato non coinvolgere Brindisi per la Fiom-Cgil. In riferimento alla presa di posizione della Cgil e del suo segretario Antonio Macchia sulla necessità di rilanciare il ruolo centrale dell’università a Brindisi, la Fiom-Cgil esprime pieno sostegno alle preoccupazioni espresse dal segretario generale della Cgil attraverso la nota di Antimo Sgura, componente del direttivo Fiom-Cgil territoriale: "Nel mentre scriviamo questo comunicato un altro giovane del nostro territorio si sarà iscritto ad un corso di laurea fuori dalla nostra provincia. O starà pensando di farlo. Potrebbe aver scelto un corso in un’altra provincia della nostra regione, probabile, come è molto probabile lo abbia fatto al di fuori".

Prosegue Sgura: "Secondo dati Miur, al Sud ci si iscrive di più che al Nord, ai corsi universitari. Forse una voglia di rivalsa dei nostri giovani oppure semplicemente si tratta di un ammortizzatore sociale per mancanza di lavoro. Sono tanti i nostri giovani a frequentare i corsi universitari, ma in molti lo fanno emigrando nelle parti alte dello Stivale. Seguendo questi dati, ben vengano i finanziamenti corposi della Regione Puglia in progetti come il corso di laurea 'MedTec'. Un percorso formativo in Medicina e Chirurgia a forte vocazione tecnologica e bio-ingegneristica che sarà attivato a UniSalento a partire dal prossimo anno accademico 2021/2022. Ciò che come Fiom di Brindisi non possiamo accettare è che per l'ennesima volta non si è voluto coinvolgere in maniera corposa e centrale la provincia brindisina. Nonostante ci fossero tutte le basi per farlo".

La nota continua: "Basti pensare all'industria farmaceutica e all'imprenditoria presente alla Cittadella della Ricerca, che potrebbe fungere da collegamento tra Università del Salento e provincia di Brindisi. Si aggiunga che al polo didattico Asl Br si tengono già corsi di laurea in Fisioterapia e Infermieristica per la facoltà di Medicina e Chirurgia. Questa scelta di non coinvolgere Brindisi nel progetto si aggiunge alla lunga serie di occasioni perse. Vassoi di cibo passati davanti in bella mostra con destinazione bocche non così affamate. In questi anni non si è riusciti ad ottenere (o non si è voluto forse) altri corsi di laurea del settore sanitario dall'Università di Bari, corsi che avrebbero potuto dare respiro e sbocchi lavorativi a migliaia di giovani. La provincia brindisina non può rimanere al palo ogni volta che c'è da piantare qualcosa per il nostro futuro. Non possiamo aspettare che siano altri a portarci i frutti che avanzano dal proprio albero".

Conclude Sgura: "Avere un centro, un progetto serio su cui lavorare per portare nel nostro territorio dei corsi di laurea e una visione di futuro legata alla formazione universitaria, deve essere tra gli obiettivi primari delle istituzioni. Gli spazi, le strutture, non mancano. E neanche chi sarebbe disposto a rimboccarsi le maniche. Sperando che, nel tempo di lettura di questo comunicato, qualche altro studente non abbia già scelto di iscriversi ad un corso fuori dalla nostra provincia. Si faccia presto, si faccia ora".

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