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Sport ostaggio del Covid: "Società e giovani abbandonati a se stessi"

L'appello di Damiano Faggiano, ex cestista ora allenatore di Ceglie Messapica, alle famiglie in attesa della ripresa: "Scuola e sport sono importanti, non abbiate paura"

CEGLIE MESSAPICA - Allenamenti, gare, competizioni ancora sospese da mesi a causa del Covid-19 senza una via d’uscita, almeno per il momento. Una decisione governativa che ha lasciato senza fiato decine e decine di piccole associazioni e  società sportive. Quelle che permettono ai bambini di imparare le basi del calcio, le regole del basket, il fare squadra della pallavolo e che formano letteralmente i campioni del futuro. Quelle stesse società che hanno già pagato un prezzo alto a febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno perché sono state con le scuole e il mondo della cultura le prime a  fermarsi. E sono anche quelle che con grandi sacrifici e poche risorse, hanno studiato i protocolli e si sono adattate  per permettere ai loro atleti di dedicarsi allo sport in sicurezza.

DAMIANO FAGGIANO-2

“Lo sport di base è stato tanto penalizzato perché a differenza di altre categorie noi siamo fermi da ottobre e ad oggi, che siamo alla metà gennaio, non sappiamo quando ci sarà una ripresa e con quali protocolli per riprendere in sicurezza.” A parlare è Damiano Faggiano, 45 anni, 30 dei quali passati sui parquet delle squadre italiane della A2 di basket. Uno scudetto alle spalle, conquistato nel 1991 con la Phonola Caserta per poi passare gli ultimi anni nella sua Ceglie Messapica dove ha vestito la maglia di capitano nella Nuova Pallacanestro Ceglie 2001. Parallelamente ha dato vita all’associazione sportiva “I Campioni di Domani”, un vivaio di oltre cento tra bambini, bambine, ragazzi e ragazze impegnati nei campionati regionali. Contemporaneamente si è dedicato a progetti sportivi scolastici, coinvolgendo, anche, i ragazzi con disabilità motorie. Nell’attesa di sapere come e quando si riprenderà non l’attività sportiva dilettantistica, Damiano Faggiano non nasconde il suo malcontento. 

DAMIANO FAGGIANO 3-2

“Ci sentiamo abbandonati – spiega – e aldilà di qualche iniziativa singola è necessario che i bambini ed i ragazzi tornino a fare sport. Lavoriamo con diverse personalità e caratteri e mi rendo conto che vivere questa ‘chiusura’ per loro non è facile, spesso sono impauriti. Riprendere significherà, prima di tutto, lavorare sull’aspetto psicologico per reinserirli, piano piano, in un contesto di gruppo e socializzazione che a loro sta mancando. Ovviamente è una mancanza che coinvolge anche me come allenatore e educatore per questo c’è tanta voglia di ricominciare, di riportare i ragazzi a giocare. Per questo mi appello alle famiglie affinché non abbiano paura perché lo sport come la scuola è un mezzo di prevenzione ma, soprattutto, di crescita umana.”

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