Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Dall'Hip Hop al basket in carrozzina in serie A: storia di un brindisino errante

 Ci sono storie che assomigliano a delle favole, altre invece sono più simili ad un romanzo con continui colpi di scena

BRINDISI - Ci sono storie che assomigliano a delle favole, altre invece sono più simili ad un romanzo con continui colpi di scena. Daniele “Wana” Magrì nasce il 19 dicembre del 1988 a Mesagne, in provincia di Brindisi. Sin da bambino dimostra un amore smisurato verso il basket, ogni pomeriggio Daniele gioca a basket e quando non lo fa con la maglia della Mens Sana Mesagne lo fa nei playground Mesagnesi, fin quando le ginocchia sbucciate non sanguinano copiosamente e non lo obbligano a tornare a casa.

Daniele era diverso dagli altri bambini, c’era chi voleva diventare medico, chi avvocato, chi voleva giocare nella juve, ma a Daniele tutto questo non importava lui aveva un solo obiettivo: diventare un giocatore di serie A e avrebbe fatto di tutto pur di realizzarlo.

Gli amori, come ben sappiamo a volte “fanno dei giri immensi e poi ritornano” ed il basket non fa eccezioni. All’età di 16 anni Daniele si spoglia dalle vesti di minors di provincia per girare tutta l’Europa in lungo e in largo, con uno zaino in spalla ed un new era in testa, calcando decine di palchi per un nuovo amore, l’hip hop.

Fu proprio in quegli anni che il carattere di Daniele ormai Wana si plasmò. Sudare per raggiungere i propri obiettivi, fare della resilienza uno stile di vita, amore per ciò che fai e che sei, ma soprattutto rispetto incondizionato verso il prossimo, concetti fondamentali dell’hiphop che Daniele fece presto completamente suoi.

Il 22 ottobre 2014 Daniele si alza, bacia sua madre dandole il buongiorno e ringraziandola per il caffè preparatoli, ciò che Daniele non sa è che da lì a poco la sua vita sarebbe cambiata radicalmente. Daniele beve il caffè, parla del più e del meno con i suoi genitori, poi all’improvviso il tonfo, la caduta.

Non riesce ad alzarsi, la schiena gli fa male e le gambe sembrano non reggere, fu solo trascinandosi verso il letto aiutato dai propri genitori che si rende conto dell’accaduto: non riesce più a muovere le gambe.

Il referto è dei peggiori, scoppio dell’ernia dorsale con conseguente lesione del midollo spinale, non potrà mai più camminare. Il mondo sembra cadergli addosso, Daniele non potrà più girare l’Europa con la sua crew per portare il nome di Brindisi in alto e già dal letto dell’ospedale dovrà fare i conti con la cosa più dura di tutte, il vedere la persona che avrebbe dovuto stargli accanto sparire.

Doloroso certo, ma di grande ispirazione per Daniele che in quel momento capii che le strade percorribili erano due: piangersi addosso, snaturare il proprio io e darla vinta alla vita oppure prenderla in mano, guardarla dritta negli occhi e dirle che non ha vinto, è solo la fine del secondo quarto. Sceglierà la seconda.

“Una Supernova (plurale supernove, in latino supernovae abbreviata come SN o SNe) è un'esplosione stellare, che si forma tramite il collasso del nucleo di una stella massiccia". 

Esattamente come una Supernova Daniele riuscì a generare una nuova energia più forte della prima dal proprio collasso. Palapentassuglia, 2017, Daniele è seduto sulla sua carrozzina, ma dalla lunetta dei tiri liberi, che vanno a segno, tutti. Quel giorno la dea bendata con Daniele fu particolarmente benevola e fù così che dopo l’ennesimo tiro libero entrato, conobbe Rocco Bortone, allenatore della società di basket in carrozzina “Lupiae Team Salento” militante in Serie B.

Rocco non ha bisogno di convincerlo, Daniele sente di nuovo ardere il sacro fuoco della palla a spicchi dentro di lui, come qualche anno prima, come quando era bambino. Come quando il suo obiettivo era giocare a basket in Serie A.

Daniele convinse prima Rocco e poi tutti gli altri delle sue enormi qualità cestistiche e giocò una stagione ad ottimi livelli, che li valse la chiamata di Reggio Calabria, sempre in Serie B. Seppur con enorme dispiacere, Daniele salutò la società che gli permise di sentirsi di nuovo bambino e partì verso Reggio Calabria.

L’esperienza calabra non è tutta rose e fiori, ma fu proprio in quell’anno che Daniele fece il definitivo salto di qualità, meritandosi le attenzioni degli addetti ai lavori. Ritornato nella sua terra natale dopo la fine della stagione, Daniele decide di godersi il meritato riposo, ritrovando parenti e amici.

Proprio in una serata passata in compagnia dei suoi amici più cari, la vita di Daniele ebbe un repentino cambio di rotta, questa volta in meglio. Tra il frastuono della musica e qualche litro di birra bevuto Daniele ricevette un messaggio, che lo avvisava di una chiamata che avrebbe dovuto ricevere nei giorni successivi.

Daniele è confuso, non capisce chi e perché lo sta cercando, solo dopo svariate richieste di spiegazioni ebbe chiara la situazione: “Daniè la Dinamo Sassari ti vuole”. Daniele non crede ai suoi occhi, che in men che non si dica diventano lucidi, in perfetta simbiosi con il suo corpo che trema dall’emozione.

Ce l’ha fatta. Daniele è riuscito a rialzarsi e a dimostrare a tutti di cosa è capace, non è la sedia con cui si muove, non è un midollo ormai rovinato, non è una persona qualsiasi. Daniele è un ragazzo Brindisino con delle spalle enormi, capaci di sopportare il peso della vita, ma Daniele adesso è soprattutto una cosa, un giocatore di Serie A.

A Sassari vince e convince, alla sua prima stagione in A dimostra una freddezza ed un tiro dai tre punti disarmanti, qualità che convincono la Dinamo a riconfermarlo per la stagione 21/22. No, Daniele non è un ragazzo speciale e non è neanche uguale a tutti noi, ma è un ragazzo che è stato capace di schiacciare in faccia alla vita come neanche il miglior Antetoukompo avrebbe potuto fare.

Daniele un nome d’arte già ce l’hai, ma permettimi amico mio di ribattezzarti, come si fa con una stella quando la si scopre, peccato tu non sia una stella, ma la supernova più potente mai vista.  Questa è la storia di un brindisino pazzo per il basket, questa è la storia di Daniele “Supernova” Magrì.

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