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Basole storiche danneggiate: sospesi i lavori della fibra ottica

Il Comune stoppa il cantiere allestito da Open Fiber in via Annibale De Leo, in attesa di un parere della Soprintendenza

Il Comune di Brindisi ha disposto la sospensione dei lavori che sta effettuando Open Fiber in via De Leo in attesa di un parere richiesto alla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per i danneggiamenti della pavimentazione in basolato.

Nelle giornate del 26 e 27 agosto i tecnici del Comune di Brindisi hanno effettuato un sopralluogo per valutare la corretta esecuzione dei lavori di realizzazione dei cavidotti: hanno constatato che le modalità di scavo stanno provocando il danneggiamento del basolato.

Al fine di evitare ulteriori danneggiamenti è stato richiesto alla Soprintendenza di valutare ulteriori prescrizioni da far rispettare anche con un sopralluogo da parte dell’archeologo incaricato del controllo sui lavori che, in attesa di riscontro, sono stati sospesi.

La risposta di Open Fiber

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Open Fiber. " Open Fiber prende atto con sorpresa della sospensione dei lavori in atto nell’area di piazza Santa Teresa, decisione assunta dall’Ufficio tecnico comunale. Il cantiere in questione – regolarmente autorizzato dall’amministrazione comunale e dalla Soprintendenza – è tra l’altro costantemente presidiato da un archeologo ai fini di una corretta esecuzione dell’intervento. La ditta incaricata da Open Fiber sta infatti seguendo alla lettera le prescrizioni imposte: nell’atto autorizzativo della Soprintendenza si evidenzia che “gli elementi di pietra dovranno essere accuratamente rimossi, catalogati e temporaneamente conservati per essere ricollocati in opera secondo la tessitura e gli ingombri originali”, esattamente come stava avvenendo fino a ieri. I tecnici della Soprintendenza, riconoscendo l’estrema delicatezza dell’operazione, mettono comunque in conto eventuali danneggiamenti. In quest’ultimo caso a Open Fiber viene imposta la sostituzione delle chianche “con pezzi analoghi per materiale, forma, dimensione e lavorazione superficiale”.

"Il tratto di chianche sottoposte alle lavorazioni necessarie alla posa dei cavi in fibra ottica – per completezza d’informazione – è stato già oggetto di precedenti interventi e proprio per questo motivo inserito in progettazione. È la Soprintendenza stessa a sottolineare che 'nell’area direttamente interessata dai lavori non insistono vincoli inerenti beni archeologici', al netto tuttavia dei 'numerosi rinvenimenti archeologici noti' e quindi della 'significativa potenzialità archeologica del sottosuolo nell’area urbana di Brindisi'”.

"È importante infine evidenziare che, ai fini della tutela del patrimonio artistico-culturale della città e così come condiviso con l’amministrazione comunale, oltre l’80% delle lavorazioni eseguite da Open Fiber nel centro storico di Brindisi prevedono il riutilizzo di infrastrutture esistenti, limitando dunque al massimo gli scavi. Nella giornata di domani 28 agosto è stato concordato con la Soprintendenza un sopralluogo sul cantiere per le opportune valutazioni tecniche. Open Fiber si riserva ulteriori iniziative a tutela della propria immagine".

Articolo aggiornato alle ore 16.21 (La risposta di Open Fiber)

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