BrindisiReport oggi compie dieci anni: vale sempre quel patto

La nostra testata andò online il 26 febbraio del 2010. Gli scenari attuali dell'informazione e le sfide che attendono Brindisi

Gentili lettrici e lettori, dieci anni fa andava online dopo un mese di test il primo numero di BrindisiReport. Oggi non possiamo che interrogarci, come spesso facciamo, se abbiamo mantenuto il nostro impegno con la città ed il suo territorio, quello dichiarato il 26 febbraio del 2010. Lasciamo a voi questo giudizio, perché per quanto ci riguarda non può esistere un punto di arrivo in un momento in cui l’informazione è in una fase di difficile transizione non solo tecnologica, ma di ruolo e in molti casi anche di sopravvivenza.

Le sfide dell’informazione oggi

Una analisi compiuta richiederebbe troppo tempo, ma sostanzialmente siamo di fronte ad un orizzonte non proprio rassicurante, in cui si manifesta la spinta dei social media a sostituire progressivamente la produzione e la diffusione delle notizie, e quindi a rendere secondaria l’informazione professionale affidata ai giornali. Questo processo, rispetto alle tendenze rilevate in Italia è in fase più avanzata in altri Paesi, come gli Stati Uniti e il Regno Unito, con alte percentuali di popolazione che si informa sui social piuttosto che sulla carta stampata o sugli industrial media del web, come il nostro.

Pertanto, ogni minuto combattiamo questa battaglia parallela e pressoché invisibile ai più. Anche una parte di chi frequenta la nostra ed altre fan page di giornali su Facebook si ferma ai titoli, piuttosto che leggere i contenuti dei post: ciò è determinato in parte dai costi degli accessi al web imposti dai gestori, ma in parte anche dalla scarsa capacità di distinguere tra notizie verificate e lavorate da un giornale, e tutto il resto, fake incluse. Battaglia dall’incerta sorte in ogni angolo del mondo, al momento, data anche la forza finanziaria delle società proprietarie dei social media.

Colonna, Canale Pigonati e Forte a Mare-2-2

Il nostro percorso editoriale

BrindisiReport è nato, come molti già sanno, grazie ad una intuizione che diede vita a Edizioni Futura, che per cinque anni ha sostenuto il giornale garantendo alla redazione, e non è affatto poco, la regolarità retributiva e contributiva. La testata è stata poi ceduta al Gruppo Editoriale Citynews, che attualmente conta 50 testate locali in Italia, una testata nazionale (Today) e due di news europee (Europa Today e Agrifood Today).

Citynews è prima in Italia per l’informazione di prossimità secondo i rilevamenti della società specializzata americana ComScore, e autoproduce tecnologia, app, formazione dei dipendenti, marketing. È a tutti gli effetti un progetto anche industriale che risponde alla sfida dei social media, mettendo ogni giorno alla prova il meccanismo di equilibri tra produzione delle notizie che arrivano sia dal più lontano dei quartieri urbani o da Bruxelles, sostenibilità finanziaria, garanzie per i dipendenti, raccolta pubblicitaria, e la competitività richiesta dagli scenari poc’anzi sintetizzati.

Un veliero da crociera nel Canale Pigonati

Noi, la città e il territorio

Abbiamo voluto sottolineare ciò perché si possa avere un’idea di base di cosa vuol dire oggi produrre notizie: anche questo fa parte del patto con i lettori. Il resto lo conoscete bene. BrindisiReport è un giornale che prende posizione, e questo non vuol dire adesione ad una parte politica: quella è l’accusa-fotocopia di tutti i detrattori (qualche nemico capita di farselo lungo il cammino).

Per prendere posizione, e spingere verso un risultato, significa intanto leggere fino in fondo un problema, e poi valutare quale possa essere l’interesse comune. Qui non si possono fare mediazioni, ma si deve comunque mettere a disposizione di tutti i lettori ogni aspetto di un fatto, perché ognuno possa trarre i propri convincimenti. Alla fine anche la linea di un giornale può essere sbagliata, l’importante è che non si sia nascosto o omesso alcunché nella narrazione.

Ancora una carboniera Enel, il principale traffico del porto di Brindisi

Se non si ha una visione dei fatti, se non si è in grado di analizzarli con i propri strumenti (che derivano dalla conoscenza), non si può incalzare la politica, non si può svolgere la vigilanza che compete all’informazione, non si può difendere la propria città. Stimolante l’augurio di uno degli amici autori dei messaggi contenuti nel video realizzato per il nostro decennale, per una città più forte, più bella, più pulita. Aggiungiamo: per una città che non lascia indietro nessuno.

Brindisi non è un caso unico in Italia di città - porto dove logiche ormai superate di industrializzazione sono entrate in conflitto con storia millenaria, ambiente, salute delle popolazioni. Pensate alle città sorelle del Sud, dalla vicina Taranto a Priolo, Gela, Porto Torres, e altre ancora, ma anche del Nord, come Marghera, Trieste, Ravenna. In alcune la transizione per uscire dal passato è molto avanzata, e l’immagine di città di cultura e turismo si sposa con quella di porti dai grandi fatturati anche occupazionali. In altre no.

Brindisi e la regata - fTaccola©_FTO8498-3

Per questo BrindisiReport si appresta a vivere il dopo-carbone, gli anni che dovranno essere di svolta, di ricerca della fusione tra i primati del lavoro e della salute e dell’ambiente. La nostra città e quelle del territorio provinciale possono essere più forti, più belle, più pulite. Le piccole, costanti litigiosità, i particolarismi, non sono utili a questo percorso. Noi continueremo a non occuparcene. Grazie per la vostra fiducia, grazie ai nostri attuali editori e a quelli dei primi anni, grazie ai colleghi che in questi anni sono passati dalla nostra redazione e hanno poi intrapreso altre strade. Un ricordo affettuoso per Vittorio Bruno Stamerra, ovunque egli sia.

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