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"Impossibile continuare a lavorare sulla manutenzione degli impianti termici"

La denuncia di Confartigianato sulle criticità nelle attività di verifica degli impianti termici nel Comune di Brindisi

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma di Teodoro Piscopiello, direttore di Confartigianato Brindisi sulle criticità nelle attività di verifica degli impianti termici nel Comune di Brindisi.


Burocrazia e disinteresse, con una abitudine diffusa al rinvio ed a giustificare il ritardo come parte integrante di un normale iter amministrativo, sommato spesso ad una consuetudine ad agire senza tener conto degli aggiornamenti legislativi nazionali o regionali, produce ancora oggi, nell’era della digitalizzazione, disservizi ai cittadini ed alle imprese. Di cosa stiamo parlando? ancora del servizio pubblico di verifica degli impianti termici. Un problema che esiste in tutta la Regione Puglia ma che in alcuni Comuni ed in alcune Province temiamo che rimarrà irrisolto, a meno che cittadini e imprese impiantistiche non decidano di stoppare quel brutto andazzo che dura dal 2013, anno in cui entra in vigore il Dpr 74 che recepisce le norme comunitarie in tema di controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per il riscaldamento e la climatizzazione degli edifici, tutte con l’obiettivo di contrastare l’inquinamento atmosferico, migliorare l’efficienza energetica, elevare i livelli di sicurezza degli impianti.

Impiantisti e manutentori pugliesi di Confartigianato sono sempre stati attenti a questi temi, più di tanti amministratori pubblici, hanno organizzato anche a Brindisi innumerevoli convegni, incontri con dirigenti e assessori regionali e comunali, con tutti i sindaci che si sono susseguiti sino ai giorni d’oggi, soprattutto dopo il 2016, anno in cui la nostra Regione ha istituito il Catasto energetico regionale. Sono passati 5 anni (quasi 8 dal Dpr 74) e non solo non è stato implementato il nuovo catasto energetico regionale ma la Regione si è dimostrata largamente inadempiente rispetto agli obblighi dettati da una normativa la cui ratio principale è la tutela dell’ambiente e della salute della cittadinanza.

Il Catasto regionale, che da Confartigianato ogni anno chiediamo diventi operativo, doveva riportare ad omogeneità la gestione di tutti gli impianti attivi in Puglia, nulla di nuovo è accaduto se non l’emanazione nel febbraio 2020 delle linee guida che avrebbero dovuto agevolare l’applicazione delle nuove norme. A Brindisi abbiamo contestato sia l’operato della Bms, il nuovo organismo delegato dal Comune alle verifiche (il precedente era Energeko), ma anche l’aumento del costo della verifica proponendo ricorso innanzi al Tar.

Denunciamo inoltre sia a Brindisi che in altri territori pugliesi l’impossibilità di conoscere i risultati delle verifiche annuali degli organismi perché gli stessi non presentano alla Regione le relazioni annuali, sarebbero utili per conoscere e decifrare l’impatto ambientale delle nostre caldaie, ogni pubblica amministrazione coinvolta interpreta questi obblighi come se fossero facoltativi, è incredibile che nessun amministratore segnali l’anomalia, da anni lo facciamo solo noi di Confartigianato. E’ inoltre stupefacente il fatto che nemmeno la Regione non abbia mai inviato una relazione sullo stato di esercizio e manutenzione degli impianti termici al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’ambiente, l’attuale Ministero della transizione ecologica.

A Brindisi, purtroppo, siamo in grado di fare peggio rispetto ad altri Comuni, nonostante le nostre numerose segnalazioni (le ripetiamo ogni anno), la Bms si sostituisce ai manutentori proponendo all’utenza una verifica onerosa di 110 euro che, secondo quanto riferito ai cittadini, può essere alternativa al controllo manutentivo annuale. Tale comportamento, a nostro modesto avviso, oltre a non rispettare la legge perchè l’organismo di verifica non può sostituirsi al manutentore, induce l’utenza ad “attendere” la verifica onerosa da parte della BMS, che si pone come vero e proprio concorrente sleale della categoria dei manutentori, per di più non effettua gli interventi sull’impianto così come previsti dalla legge.

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