Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Carenza di medici al Perrino: "Reparto di Pmeumologia a rischio chiusura"

Lo denuncia il sindacato Fp Cgil, che esorta l'Asl ad "utilizzare al più presto possibile, ed in modo pieno, le graduatorie concorsuali disponibili per l’assunzione di medici"

BRINDISI - La carenza di medici potrebbe portare alla chiusura del reparto di Pneumologia dell’ospedale Perrino di Brindisi. Lo denuncia il sindacato Fp Cgil attraverso una lettera aperta indirizzata la presidente della Regione Puglia, all’assessore alla Salute, alla dirigenza dell’Asl Brindisi e alla conferenza dei sindaci. L’organizzazione sindacale chiede all’azienda sanitaria di utilizzare “al più presto possibile, ed in modo pieno, le graduatorie concorsuali disponibili per l’assunzione di medici nei reparti che versano nelle gravi condizioni descritte sopra prima di ‘concederne’ l’uso ad altre Asl".

La missiva è a firma del dottor Eugenio Sabato Eugenio, responsabile territoriale Fp Cgil dirigenza Medica e sanitaria, del dottor Luca Ghezzani, responsabile aziendale Fp Cgil Dirigenza Medica e sanitaria, e del segretario generale della Fp Cgil Brindisi, Pancrazio Tedesco. Il problema della carenza di specialisti riguarda, in realtà, vari reparti e servizi del nosocomio brindisino. Ma “eclatante”, si legge nella lettera, è il caso del reparto di Pneumologia che “dall’1 novembre scenderà dagli attuali sette a cinque dirigenti medici, un numero del tutto insufficiente a garantire i Lea – denuncia il sindacato - considerato che nove è la quantità minima di medici necessari in tale Unità operativa  per consentire sia l’assistenza dei pazienti ricoverati (molto spesso sottoposti a ventilazione meccanica, soprattutto in questo periodo di emergenza pandemica da Sars Cov-2, e, quindi, di fatto, non solo ad alta complessità, ma anche necessitanti di elevata intensità di monitoraggio e cure) con una copertura h24 in presenza sia l’attività ambulatoriale”. “Una quantità minima, non a caso – si legge ancora nella lettera - prevista dal contratto integrativo aziendale, ma non perseguita con sufficiente tenacia dall’amministrazione dell’Asl Br, per questo reparto, nonostante vi sia una graduatoria utilizzabile che, anzi, stando alle voci provenienti dalla stanza dei bottoni dell’azienda brindisina, potrebbe essere ‘concessa’ ad altre Asl”.

“Questo esiguo numero di medici, che, beninteso, attanaglia e accomuna molti reparti del Perrino in prima linea nella lotta alle conseguenze della diffusione del Covid-19 (Pronto Soccorso, Pneumologia, Anestesia e Rianimazione) e che oramai, purtroppo, si è estesa pervasivamente anche a reparti fondamentali per la risposta ai traumi (Chirurgia Plastica e Centro Grandi Ustionati, Centro Trasfusionale, Neurochirurgia, Ortopedia, sia brindisina sia francavillese) – prosegue il sindacato -  da un lato mette in serio pericolo i pazienti e riduce la risposta alla domanda di salute al di sotto dei Lea (con sospensione degli ambulatori, riduzione degli interventi diagnostico-terapeutici, riduzione degli interventi chirurgi, etc. con conseguente allungamento delle liste di attesa aggravato dalla necessità di fronteggiare le urgenze emergenze determinate anche da questo stesso allungamento) dall’altro lede la libertà e la dignità, non solo professionale, ma proprio esistenziale dei lavoratori che l’articolo 36 della Costituzione tutela nella parte in cui sancisce ‘Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi’”. 

A tal proposito la Fp Cgil denuncia come “nella pneumologia brindisina (come, d’altra parte, in tutti i suddetti reparti) risulta difficilissimo se non addirittura impossibile per i lavoratori dirigenti medici poter usufruire del riposo settimanale (alias recupero del turno festivo) e di un congruo numero di giorni di ferie estive”. “In taluni casi – aggiunge il sindacato - è ormai prassi consolidata raggruppare in modo irrazionale ed arbitrario le giornate di riposo concedendole anche dopo lunghi periodi di lavoro o addirittura in unico contesto di tempo: esattamente il contrario di quanto deve ricavarsi dalla Costituzione, come statuito anche da risalenti sentenze della Corte Costituzionale  e normate sia all’articolo 2109 del Codice Civile sia negli articoli 9 del decreto legislativo 66/2003 e 41 della legge 113/2008, in applicazione delle direttive del parlamento europeo e del consiglio 4 novembre 2003, 2003/88/Ce”. 

Nella lettera si rileva un sovvertimento della “relazione tra lavoro, rapporti di produzione e logica del profitto sottesa dal citato Articolo 36 della Costituzione, come provato anche dalla “più volte citata questione della remunerazione del turno di guardia festiva (attualmente riconosciuta solo ai dirigenti che rimangano in servizio per almeno dodici ore nella domenica, dopo aver lavorato continuativamente nei sei giorni precedenti) e dall’organizzazione dei turni di guardia e pronta disponibilità che in taluni reparti costringe i medici a lavorare e/o ad essere a disposizione del datore di lavoro per oltre 48 ore consecutive”. “Quale attrattività può avere un ospedale in cui, evidentemente, la situazione descritta – si chiede il sindacato - concorre a determinare non solo fenomeni discriminatori tra dirigenti appartenenti a diverse discipline, ma anche una spirale negativa, che si avvita verso il fondo sostenuta dalla frustrazione di quell’insieme di motivazioni, aspirazioni e relazioni professionali che dovrebbero, al contrario, concorrere al miglioramento continuo della qualità delle prestazioni sanitarie? Anzi, al contrario, produce fenomeni di malessere organizzativo, stress lavoro correlato, burn-out, rallentamento dei processi di diagnosi e cura, esubero di ore”. 

Asl: "Autorizzato l'utilizzo di graduatorie per nuove assunzioni"

 La Asl di Brindisi precisa che per fronteggiare la carenza di medici nel reparto di Pneumologia del Perrino nei giorni scorsi è stato autorizzato l'utilizzo di  graduatorie per nuove assunzioni. La Direzione strategica ha prontamente impiegato la graduatoria del concorso indetto dalla Asl di Brindisi, ma alcuni professionisti non hanno ancora firmato il contratto e questo sta causando inevitabili ritardi nel completamento dell'organico.  La graduatoria comprende medici specialisti che lavorano in altre Asl e medici specializzandi che hanno optato per la presa in servizio una volta conseguita la specialità, come previsto dalle norme contrattuali.

Articolo aggiornato alle ore 16:11 (la precisazione dell'Asl)

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