Deposito di gas a Costa Morena: "Convocare anche le associazioni"

A chi attende questo incontr facciamo presente che, per la verità, il progetto è ben noto in tutti i suoi particolari

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Forum Ambiente progetto di un deposito di gas a Costa Morena

BRINDISI - Il progetto di un deposito di gas a Costa Morena da parte di Edison sarà presentato dall’azienda proponente durante un evento richiesto dal sindaco che si terrà presso il salone dall’Autorità di Sistema Portuale il prossimo 8 ottobre. All’evento il Forum ed altre associazioni hanno chiesto di partecipare e sono a tutt’oggi in attesa di una risposta.

A chi attende questo incontro, come il presidente dell’Adspmam Ugo Patroni Griffi, per conoscere «maggiori dettagli», facciamo presente che, per la verità, il progetto è ben noto in tutti i suoi particolari in quanto depositato nei mesi scorsi presso il Comune di Brindisi ed è stato a disposizione dei cittadini e di chiunque altro avesse voluto approfondire tale questione e presentare le osservazioni. Aspetto, quest’ultimo, cui il Forum con altre associazioni, hanno già adempiuto nei tempi previsti. Quindi, dando per scontato che il progetto non sia cambiato (altrimenti le procedure dovrebbero essere riprese) non vediamo quali altri dettagli possano essere stati aggiunti. 

Non comprendiamo come si possa destinare un’area portuale, all’interno della recinzione di security, e una banchina ben infrastrutturata e collegata con la rete ferroviaria – per la quale sono state spese importanti risorse pubbliche - ad ospitare «un ‘distributore’ di metano per navi, ma anche per autocarri», che andrebbe collocato in altri siti. Sul predetto collegamento alla rete ferroviaria l’Autorità di Sistema pareva puntare molto per aumentare il traffico portuale tant’è che poco più di un anno fa annunciò il coinvolgimento di un importante vettore e, all’inaugurazione dell’operatività del raccordo ferroviario presente il direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, arrivò a dichiarare: «si spalancano, quindi, nuovi importanti scenari per il porto di Brindisi che assume la connotazione di hub internazionale per la logistica integrata, a beneficio del tessuto produttivo connesso alla intermodalità e allo scambio delle merci». 

Un Piano regolatore del Porto aggiornato ed anche un Piano urbanistico generale, in sintonia fra loro, aiuterebbero a dare risposte certe anche agli investitori ed agli operatori portuali ed economici i quali avrebbero chiara davanti a sé la visione che la città possiede del suo sviluppo. Ed anche il Comune e l’Autorità Portuale non avrebbero bisogno d’incontri chiarificatori se fosse ben definito che cosa fare e dove nel porto e nella città. 

Un processo decisionale corretto richiederebbe da parte della pubblica amministrazione una analisi costi-benefici, attraverso un processo partecipato e pubblico, svolta ex ante e finalizzata a decidere sull'opportunità di allocare risorse ad un progetto d'intervento di interesse pubblico. Un’analisi ex post, invece, trarrebbe conclusioni delle finalità prefissate e mancherebbe probabilmente di quella obiettività necessaria per una valutazione che persegua obiettivi di interesse generale. Quindi sarebbe utile per le finalità che si propone il progetto, al fine di massimizzare i benefici sociali di benessere collettivo, nell'area in cui deve essere realizzato. 

Si deve infine considerare che il prospettato impianto si collocherebbe assai vicino ad un polo chimico con rischio di incidente rilevante. Alla richiesta di informazioni al Prefetto da parte del Forum sull’aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna (dovrebbe essere triennale e l’ultima edizione è del 2006) è stato risposto che la commissione preposta è al lavoro. Il Forum vigilerà su questa procedura e rileva che il deposito costiero andrà ad incidere sul rischio di incidenti industriali in questo territorio.

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Sulla scorta di queste semplici considerazioni sarebbe auspicabile che Comune e Autorità Portuale sciogliessero la loro riserva sul deposito Edison chiedendo di localizzarlo in area diversa e non confliggente con le attività portuali per le quali Costa Morena è stata attrezzata con notevoli investimenti di denaro pubblico. 

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