Sabato, 13 Luglio 2024
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Deposito di Gnl nel porto, c'è chi dice "no": più di 500 a manifestare

Non solo movimenti e associazioni, ma anche famiglie in piazza, davanti alla sede dell'Autorità portuale. Una partecipazione composita implica posizioni differenti: tra chi è contrario all'impianto in sé e chi critica alcune scelte

BRINDISI - Nelle acque del porto compare anche uno striscione dei Vogatori Remuri Brindisi contro il deposito di Gnl a Costa Morena. Nel giorno in cui il presidente dell'Autorità portuale del mare Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi, ha spiegato che Edison incontrerà il territorio per chiarire alcuni aspetti dell'impianto, più di 500 persone - ma i numeri "ballano", c'è chi dice siano molte di più - sono scese in piazza a Brindisi, proprio di fronte alla sede dell'Autorità portuale. La manifestazione indetta per oggi, giovedì 24 agosto 2023, alle 18:30 e organizzata dalla Cgil e dalle associazioni (Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina democratica, Salute pubblica, Anpi, Arci, Emergency - gruppo provinciale di Brindisi, Nac, No Tap-Snam) ha visto la presenza non solo di associazioni e partiti - quasi tutti di centro-sinistra -, ma anche di famiglie. Era la società civile, insomma. Tante bandiere della Cgil, ma anche di Legambiente. Presenti Riccardo Rossi, Roberto Fusco, Maurizio Bruno, ma anche Pasquale Luperti (Movimento Regione Salento). Tutti per dire "no" al progetto di Edison. Com'è ovvio, una partecipazione così composita porta a posizioni talvolta differenti. Ma sempre di "no" si tratta.

L'opposizione di Rossi

L'impianto di Edison ha conosciuto l'avversione dell'allora sindaco brindisino Riccardo Rossi: il deposito era stato autorizzato definitivamente, nell'agosto 2022, dal ministero dell'Ambiente. Rossi annunciò battaglia, che si concretizzò con un ricorso al Tar di Lecce. I giudici, però, nel giugno scorso hanno dichiarato la propria incompetenza territoriale, il tribunale amministrativo che avrebbe dovuto dirimere "inderogabilmente" la controversia è quello del Lazio, sede di Roma. Qualche giorno dopo, il nuovo sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ha rinunciato al ricorso. Il che implica un altro "via libera" indiretto alla realizzazione dell'opera. Rossi, presente oggi alla manifestazione e nome più acclamato dalla folla, ha spiegato che il suo "no" è stato dettato da un'idea differente di sviluppo del porto: "Va oltre la natura di questo impianto". Non ha rinunciato a una stoccata indirizzata al presidente dell'Autorità portuale, con cui i rapporti non sono mai stati idilliaci: "Invito Patroni Griffi a tornare a Bari col bombolone", ha detto dal palco. E poi, c'è anche il nodo della posizione.

Striscione dei Remuri contro il deposito di Gnl a Costa Morena

Il "no" alla scelta di Costa Morena

Come detto, l'impianto dovrà sorgere sulla banchina di Costa Morena. Se per il presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi, l'ente "ha avuto conferma dell'assenza di interferenza anche in questo nuovo progetto", per molti partecipanti alla manifestazione non è così. Per il consigliere regionale Maurizio Bruno, del Partito Democratico, il problema non è la tipologia dell'impianto, ma la collocazione: "Noi avevamo proposto Capobianco. Anche se, va detto, adesso scopriamo dopo qualche mese che l'impianto è completamente diverso da quello previsto". Il riferimento è anche alla torcia alta 45 metri, al posto della torcia a terra prevista nel progetto originario. Intanto, entro il mese di settembre sarà convocato un Consiglio comunale monotematico sull'argomento, come stabilito sempre oggi nel corso della conferenza dei capigruppo.

L'opposizione all'impianto in sé

Una partecipazione simile ed eterogenea dà vita a differenti posizioni. Roberto Fusco (Movimento 5 Stelle) è proprio contrario all'impianto in sé: "Noi siamo per l'uscita dal fossile, non accettiamo impianti che devono stare per altri 30 anni qui. Ma, soprattutto, diciamo 'no' anche per la collocazione, a ridosso della città". Fusco fa riferimento ad altri impianti ad alto rischio di incidente rilevante. E non è l'unico. Il mondo delle associazioni presenti può essere rappresentato dalle parole di Maria Ventricelli (Italia Nostra): "Il deposito è pericolo e inutile per la città. Viene contrabbandato come ecologico, ma non è così. Il gas è pericoloso almeno quanto il carbone". Infine, c'è il fronte del lavoro, come evidenzia Antonio Macchia (Cgil), che non vede benefici per Brindisi. Inoltre, l'impatto occupazionale (30 posti a regime, dice) non sarebbe rilevante, nonostante Macchia specifichi che anche un posto di lavoro in più qui è importante: "Ma questo pregiudicherà il determinarsi di altri posti di lavoro, che potrebbero arrivare sviluppando logistica e polifunzionalità".

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