Depuratore inquina il Canale Reale: sequestrato impianto di Francavilla

Sette indagati: la Procura di Brindisi e i carabinieri forestali scoprono i malfunzionamenti dell'impianto AqP

Nelle foto: le operazioni di sequestro; il Canale Reale; lo scarico del depuratore di Francavilla all'epoca del viaggio di Mosaico e Palmisano, ripresi in un'altra delle foto; lo scarico del depuratore di Bufalaria

FRANCAVILLA FONTANA – La conferma di quale sia il vero problema degli scarichi di reflui urbani nel Canale Reale, e quindi nella baia dell’Area marina protetta di Torre Guaceto, giunge oggi da una svolta nelle indagini condotte dalla Procura di Brindisi sul depuratore di Francavilla Fontana, che è stato posto sotto sequestro preventivo dai carabinieri forestali della stazione di Ceglie Messapica, su ordine del giudice delle indagini preliminari, Maurizio Saso.

Un tratto del Canale Reale

Sette indagati tra AqP e Consorzio Arneo

Ci sono sette persone indagate, al momento, tra responsabili di settore dell’Acquedotto Pugliese e del Consorzio di Bonifica dell’Arna, ente quest’ultimo sotto la cui competenza ricade il corso d’acqua naturale - con sorgenti a Villa Castelli e foce a Baccatani - Canale Reale.

All’Acquedotto Pugliese, gestore dell’impianto, è stata concessa una moratoria di 60 giorni dell’efficacia del sequestro, per mettere al più presto a norma il depuratore e i processi di trattamento dei reflui. Ciò per non  creare un blocco immediato dell’utilizzo della rete fognaria della città di Francavilla Fontana, la terza per abitanti della provincia di Brindisi.

Sequestro depuratore Francavilla 2-2

Le violazioni rilevate dal consulente del pm

Cosa hanno evidenziato le indagini dei carabinieri forestali su delega del magistrato inquirente, il pm Pierpaolo Montinaro, e le perizie tecniche disposte? Nel Canale Reale si erano verificati a più riprese, spiegano i militari, sversamenti sospetti di liquami visibilmente non trattati come da normativa in vigore. Quindi, accertati tali fatti, il pm ha disposto una consulenza tecnica che ha verificato, prelievi alla mano, superamenti dei limiti tabellari fissati dallo specifico allegato al Testo unico per l’ambiente.

I valori di superamento riguardavano cloro attivo libero, fosforo totale, il pericolo batterio Escherichia coli, cloro attivo, azoto totale, tensioattivi totali, Cod (Chemical oxygen demand, domanda chimica di ossigeno) e Bod5 (domanda chimica di ossigeno dopo 5 giorni), “trasportati dal corso d’acqua fino in mare, sfociando nello specchio d’acqua ricompreso nella Riserva Marina di Torre Guaceto”, annotano i carabinieri forestali nel loro comunicato sul sequestro del depuratore di Francavilla Fontana, “con pericolo concreto e attuale di eutrofizzazione delle acque”.

Scarico depuratore Francavilla-2

Il campionatore fuori uso e i reati contestati

Sempre i carabinieri spiegano che l’impianto a servizio della “Città degli Imperiali” è risultato dotato del prescritto auto campionatore in ingresso, “ma questo non era più funzionante da tempo imprecisato; inoltre non vi erano stati realizzati piazzali per la raccolta e trattamento delle acque meteoriche, e tantomeno il gestore Acquedotti di Puglia aveva prodotto un piano di monitoraggio dopo la scadenza dell’autorizzazione della Regione”.

I reati ipotizzati nel provvedimento di sequestro preventivo vanno dall’ esercizio dell’ impianto con autorizzazione regionale scaduta (nel giugno 2016), all’abbandono e deposito incontrollato di rifiuti (per i reflui tracimati dall’ impianto), fino al mutamento dell’ habitat della Riserva Naturale dello Stato ed Area Marina Protetta di Torre Guaceto, tutelata ai sensi della legge-quadro 394/1991.

Antonio Palmisano e Tonino Mosaico alla sorgente-2

Il vero problema degli scarichi nel Reale

Qualche anno fa, al momento dell’entrata in funzione del nuovo depuratore consortile di Bufalaria (al servizio dei comuni di Carovigno, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni), dotato delle più moderne tecnologie di trattamento dei reflui, e di cui è in fase di completamento la condotta sottomarina che convoglierà gli scarichi depurati a due chilometri dalla costa di Apani), si scatenò un’offensiva mediatica che accisava di inquinamento il terminl provvisorio dell’impianto nel Canale Reale.

depuratore bufalaria dopo-2

Nessuno all’epoca – tranne questo giornale – rilevò il fatto che nel canale Reale da decenni scaricavano i ben più vetusti depuratori di Ceglie Messapica, Francavilla Fontana, Latiano. Solo due persone, l’allora segretario regionale del Pc pugliese, Tonino Mosaico di Carovigno, e l’antropologo Antonio Palmisano rilevarono la situazione effettiva del Canale Reale percorrendolo dalla sorgente alla foce e documentando gli scarichi esistenti. L’indagine della Procura e dei carabinieri forestali rende giustizia ad una visione del problema che non può essere trascurata oggi dagli enti locali che stanno progettando la rinaturalizzazione del corso d’acqua.

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