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Cgil: "Asl miope di fronte alle enormi criticità del sistema sanitario"

Duro attacco del segretario generale del sindacato, Antonio Macchia, alla direzione dell'azienda sanitaria

BRINDISI - Dopo il mancato rinnovo dei contratti degli operatori socio sanitari scaduti lo scorso 31 gennaio, la Cgil Brindisi continua a muovere pesanti critiche all’operato della direzione generale dell’Asl Brindisi. Il segretario provinciale dell’organizzazione sindacale, Antonio Macchia, parla di “deriva autoritaria cui stiamo assistendo all'Asl di Brindisi che ha pochi precedenti nella storia delle istituzioni”. “Mai, forse, si era assistito a un uso tanto unilaterale del potere da parte di una dirigenza miope quando non cieca di fronte alle enormi criticità che il sistema sanitario pubblico locale accusa – afferma il sindacalista il una nota stampa - aggravate dalla pandemia che non molla la presa, checché se ne dica”.

Precari Oss e situazione Covid: la versione di Pasqualone

Le tensioni fra la Cgil e l’azienda sanitaria, del resto, si sono inasprite la scorsa settimana, alla vigilia della fine del rapporto di lavoro. Macchia rimarca come la mancata proroga dei contratti abbia avuto due contraccolpi: “Se da un lato, infatti – afferma il sindacalista - c'è rammarico per la sorte lavorativa toccata ai 141 precari che hanno lavorato per circa 2 anni garantendo professionalità e abnegazione anche nei momenti peggiori, pur avendo a portata di mano le soluzioni per confermare i lavoratori in scadenza come fatto altrove e come più volte chiesto dalla Cgil, dall’altro si rileva come l’immediata assenza di ben 141 precari Oss aggravi la già atavica carenza strutturale della dotazione organica della Asl Br i cui effetti stanno determinando inevitabilmente delle lacune nelle unità operative pesantemente sotto stress a causa del Covid ma non solo”. 

A proposito dell’audizione avuta mercoledì (3 febbraio) dal direttore generale dell’Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone, con l’assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco, “secondo il manager, Brindisi  - afferma Macchia - sarebbe un'isola felice, appena accarezzata dalla pandemia che non produrrebbe disagi rilevanti a un sistema pienamente efficiente, adeguatamente equipaggiato e organizzativamente performante”. Ma il sindacalista dissente da quella che definisca una “favolistica visione delle cose offerta dal direttore generale”. “La pandemia ci morde alle caviglie – si legge nella nota di Antonio Macchia - come dimostra il colore assegnato alla Puglia dall'ultimo Dpcm che ci vede ancora arancioni mentre quasi tutto il resto d'Italia è giallo. La pesante situazione nella quale siamo immersi da un anno ormai si ripercuote e si amplifica nelle strutture del servizio sanitario dove diversi medici, tra i quali svariati primari, stanno registrando un peggioramento delle cose con il continuo arrivo di nuovi contagiati in corsia e denunciano carenze di personale aggravate dalle ultime decisioni aziendali”. “La paura - prosegue Macchia - degli operatori brindisini impegnati negli ospedali si allunga sul servizio: il timore che alcuni reparti possano chiudere si allarga ora dopo ora e le grida di allarme dei camici bianchi che temono di non poter garantire i Lea nelle diverse unità dovrebbe far tremare i polsi al management aziendale”. 

Macchia parla di “deriva autoritaria della direzione aziendale che ha messo la Cgil nel mirino proprio perché schierata al fianco dei 141 precari mandati a casa senza colpo ferire”. Convinto della bontà dei propri argomenti e della correttezza del proprio operato, il sindacato sta provvedendo “a informare tutti gli organi istituzionali interessati per sollecitare l'individuazione di responsabilità riconducibili alla condotta aziendale che, a nostro modo di vedere, porta a un aumento difficilmente quantificabile anche del rischio sanitario e del rischio clinico per utenti e operatori”. “Non vorremmo essere profeti di sventura – conclude Macchia - e, per questo, chiediamo con estrema urgenza gli interventi utili e indispensabili per scongiurare che questi pericoli da potenziali si facciano terribilmente reali”.

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