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Donna violata, la mano tesa verso la speranza di salvezza

E' stata presentata alla cittadinanza l'installazione realizzata dai fratelli Gabriele e Vittorio Magrì su richiesta della presidente commissione Pari opportunità, Anna Rita Pinto. "Sempre attivi per le richieste di aiuto"

MESAGNE- Sta lì, distesa sul prato verde ai piedi del castello, tende una mano verso qualcuno mentre l’altro braccio cede al peso delle sue sofferenze. I capelli castani si spostano col vento, i passanti si fermano a guardarla, qualcuno le scatta una foto. Ha un ematoma intorno all’occhio, la mano è insanguinata e di sangue è macchiato il lenzuolo bianco posato sul prato come se fosse il velo di una sposa tradita.

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L’opera realizzata dai fratelli Gabriele e Vittorio Magrì è suggestiva, bella e inquietante allo stesso tempo: si chiama “donna violata” ed è stata presentata alla cittadinanza nel pomeriggio di oggi, 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, alla presenza del sindaco Toni Matarrelli, del consulente alle pari opportunità Antonio Calabrese, dell'assessore ai percorsi di legalità Anna Maria Scalera e la presidente della commissione per le Pari opportunità, le politiche di genere e i diritti civili della città di Mesagne Anna Rita Pinto, ideatrice dell’opera.

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Sul prato, ai piedi del torrione del castello normanno-svevo, ci sono anche alcune donne di Mesagne che hanno voluto partecipare all’evento per sostenere e dimostrare che le vittime di violenze sessuali e maltrattamenti dei carnefici spesso identificati nei mariti, conviventi e fidanzati, non sono sole. Che loro saranno in grado di stringere quella mano tesa della “donna violata” e aiutarla a salvarsi.

cartellone-3“La città di Mesagne ha sempre risposto in maniera importante e significativa grazie al tessuto sociale particolarmente sensibile rispetto al tema con iniziative pubbliche che quest’anno sono purtroppo fortemente ridimensionate a causa del distanziamento sociale. Però abbiamo voluto comunque testimoniare l’adesione a questa giornata – dice il sindaco Toni Matarrelli, spiegando che l’installazione “donna violata” è solo una delle tante iniziative lanciate in occasione del 25 novembre, e che rientra nella campagna di sensibilizzazione #nemmenoconundito programmata dalla commissione Pari opportunità. “Ci sono dati incoraggianti perché negli ultimi tre mesi sono aumentate del 73 per cento le denunce delle donne vittime di violenza, grazie al lavoro compiuto dalle Forze dell’ordine”.

Ognuno dei presenti ha appuntato al petto un fiocco rosso e una scarpetta dello stesso colore, come tutte le scarpe posate sul lenzuolo bianco fino al punto in cui è stato portato un cartellone con un messaggio: l’autore è una donna vittima di violenza rimasta sconosciuta a tutti e che grida forte il coraggio e la forza con cui ha affrontato il suo carnefice, riprendendo in mano l’amor proprio e la vita. E invita tutte le donne, passate, presenti e future, a difendere la propria libertà e la propria felicità.

“Questo problema è centrale per la vita della comunità ed era giusto rappresentarlo al centro della città – dice Anna Rita Pinto, presidente della commissione pari è opportunità-.  Le scarpe sono ormai, purtroppo, il simbolo classico e sono sul lenzuolo per illustrare i passi di dolore che si compiono fino alla richiesta di aiuto.

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Una donna muore ogni tre giorni e noi confidiamo di poter esser sempre attivi per soccombere alle richieste di aiuto” prosegue Anna Rita Pinto sottolineando che il cartellone scritto da una vittima di violenza testimonia la continua presenza di situazioni sotterranee che devono venire alla luce.

Al termine della presentazione dell’installazione, il cui lavoro per i fratelli Magrì, esperti in effetti speciali per il cinema è durato circa cinque giorni, il torrione del castello si è illuminato di rosso e un faro di colore blu ha proiettato la luce su quella donna violata, illuminandola come se avesse, finalmente, trovato la salvezza.

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