Le donne vittime di violenza non sono sole: a Brindisi c'è "Crisalide"

Il presidente della cooperativa: "Sono vilipese, offese, maltrattate anche all'interno della famiglia. E purtroppo a volte il carnefice trova complicità nel sistema parentale"

BRINDISI – Le donne brindisine che subiscono maltrattamenti o abusi devono sapere che non sono sole: a Brindisi in via Tor Pisana, al civico 98 c'è il centro anti-violenza “Crisalide”, gestito dalla cooperativa Solerin (Solidarietà e rinnovamento). Oggi, 25 novembre, ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. In città nel solo 2020 74 donne sono state aiutate a uscire da situazioni di violenza, di abusi, di stalking. Il presidente della cooperativa, Maurizio Guadalupi (foto sotto), spiega che “si esce dalla violenza se la donna lo vuole. E grazie alle recenti leggi che sono state emanate, alla presenza di tanti centri di aiuto per le donne. C'è la possibilità di dare validi supporti per emanciparsi dalla schiavitù e dalla violenza. 'Schiavitù' non è una iperbole. Ci sono donne che sono davvero recluse nel proprio ambito famigliare. Sono vilipese, offese, maltrattate all'interno della famiglia. E purtroppo a volte il carnefice trova complicità nel sistema parentale. Il patriarcato e il maschilismo permeano la cultura del nostro territorio. E i processi di secolarizzazione rispetto a questi aspetti ancora non si sono concretizzati. Però qualcosa sta cambiando perché aumentano le donne che denunciano le violenze. Per fortuna ci sono dei servizi che funzionano, per questo c'è sempre la possibilità di uscirne. Prima erano sole con il carnefice. Ora non più”.

Maurizio Guadalupi-3

Il carnefice in famiglia

Infatti, più di una donna su quattro che si è rivolta al centro anti-violenza “Crisalide” ha subito e sofferto proprio nel posto in cui dovrebbe sentirsi più sicura e amata: la famiglia. Non è facile denunciare in questi casi. Le esperienze che Maurizio Guadalupi ha incontrato lo insegnano: una donna che subisce violenze in famiglia, mette in discussione una parte centrale della propria esistenza. Per questo è così difficile denunciare. Come detto, sono 74 le donne che nel 2020 si sono rivolte al centro “Crisalide”. Di queste, il 9,2 per cento ha subito abusi sessuali, il 6,9 maltrattamenti, il 4,6 violenza psicologica, il 3,4 conflittualità, il 2,3 per cento dei casi riguarda autori di altro reato, l'11,5 per cento delle donne ha subito violenza di genere, un mix di vari comportamenti criminali ai danni della donna. La situazione a Brindisi rispecchia il trend nazionale. “Ma bisogna prestare molta attenzione – chiosa Maurizio Guadalupi – in quanto abbiamo potuto notare che alcuni valori sono simili a quelli di aree metropolitane come Milano”. L'80 per cento delle donne che chiedono aiuto a “Crisalide” ha già sporto denuncia, ma la percentuale aumenta quando vengono prese in carico e aiutate dal personale del centro anti-violenza. Se si paragonano invece i dati di donne prese in carico dal centro nel 2019 – sono 51 – si nota come nel 2020 il numero sia cresciuto di molto. Una spiegazione potrebbe essere il lockdown, con donne vittime di violenza che si ritrovano a non potere uscire e a rimanere in casa con il proprio carnefice.

Centro Crisalide-2

Un percorso di rinascita

La crisalide – in senso figurato – è uno stadio intermedio di una condizione di sviluppo. Una donna che subisce violenza e riesce a compiere un passo importante come chiedere aiuto, non rimanere sola con il carnefice, si trova davanti un vero percorso di rinascita. Dopo i primi colloqui, per capire l'entità del problema e il tipo di violenze subite, il personale del centro compie un'indagine sulla rete relazionale della donna, poi un'altra per la ricostruzione della sua identità e della vita, oltre a fornire tutti i supporti del caso, in primis quello psicologico. Il caso di una donna che deve separarsi dal marito o compagno violento è emblematico. Spiega Guadalupi: “Quando si rompe un rapporto è sempre un momento di transizione delicato per la donna. Forniamo anche un percorso di cura per i traumi. Non solo per le donne, ma anche per i figli, che assistono a episodi di maltrattamento, di violenza”. Il percorso di rinascita non è facile, tutt'altro. C'è da ricostruire una vita, elaborare anni di soprusi. Ma oggi una donna che subisce maltrattamenti, stalking, violenza di genere, abusi, deve sapere che non è sola. In tutta Italia esistono centri anti-violenza, con personale specializzato. Ci sono le forze dell'ordine, che adesso trattano questi casi con protocolli dedicati e, a Brindisi, esiste il centro “Crisalide” a cui potersi rivolgere. 

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