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Dpcm, a Mesagne protesta silenziosa. E il capitano dei carabinieri ringrazia i cittadini

L’appuntamento era alle 18 e la regola numero uno imposta dagli organizzatori era quella di mantenere la distanza di un metro gli uni dagli altri e indossare la mascherina. E nessuno l’ha violata. 

Foto da www.quimesagne.it

MESAGNE - “Mesagne e i mesagnesi. Esempio di dignità, democrazia, rispetto e libertà. Grazie”. Arriva direttamente dal capitano della compagnia dei carabinieri di San Vito dei Normanni, Antonio Corvino, competente sul territorio di Mesagne, un ringraziamento pubblico ai cittadini che hanno preso parte alla manifestazione contro l’ultimo Dpcm del Governo che impone la chiusura al pubblico delle attività di ristorazione per un mese a partire dalle ore 18 e fino alle 5. E a palestre, centri termali, cinema e teatro la chiusura totale. 

La protesta pacifica è stata organizzata dal comitato “Mesagne che lavora” e vi ha partecipato oltre ai titolari di partite Iva colpite dal Dpcm anche semplici cittadini e pensionati, in segno di solidarietà. L’appuntamento era alle 18 e la regola numero uno imposta dagli organizzatori era quella di mantenere la distanza di un metro gli uni dagli altri e indossare la mascherina. E nessuno l’ha violata. 

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“Si tratta di una manifestazione statica e pacifica. L’importante è esserci. Ringrazio le istituzioni e le forze dell’ordine per essere qui con noi. Noi non vogliamo avere i problemi che stanno avendo le grandi città. Si sa che nelle grandi città è facile l’intromissione di gruppi sovversivi che niente hanno a che fare con il lavoro - ha detto al megafono uno degli organizzatori - una delegazione di sei persone ha garantito per tutti noi, perché chi sta manifestando ci tiene al proprio lavoro, alla propria famiglia. Manteniamo la distanza di sicurezza, il messaggio che deve arrivare deve essere un messaggio pulito, all’insegna della legalità. Non dovranno dirci che c’erano assembramenti o che c’era gente senza mascherina, l’importante è fare le cose per bene e il messaggio arriverà lo stesso”. 

I partecipanti mostravano manifesti funebri che annunciavano la morte delle Partite Iva e cartelli sul diritto al lavoro. Una manifestazione silenziosa proprio come i cortei funebri dove il dolore è espresso con il silenzio. Il dolore e paura di perdere il lavoro, questo il motivo che ha portato molti mesagnesi a scendere in piazza. 

Alla manifestazione ha preso parte anche il sindaco Toni Mattarrelli che ha ascoltato il grido di dolore dei suoi concittadini dimostrando vicinanza e solidarietà. Ma annunciando anche buone notizie. 

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“Un governo non ha altro interesse se non quello di tutelare i concittadini e dal punto di vista sanitario, se ha deciso di procedere in questa direzione, ne avrà avute tutte le motivazioni e noi non possiamo fare altro che rispettare queste regole - ha precisato il sindaco - però mi rendo conto che dall’altra parte c’è il dramma e la paura di questi piccoli imprenditori che temono ripercussioni nefaste. Se non c’è un intervento massiccio da parte del governo che possa ristorare questi mancati introiti queste persone vedono un futuro nero anzi non vedo un futuro. Come fa un sindaco a non ascoltarle e a non farsene carico?”. 

“Ho sentito l’onorevole Aresta che mi annunciato che qualche minuto fa il presidente del consiglio ha sottoscritto un documento che prevede un ristoro immediato a tutti coloro che hanno dovuto chiudere o limitare il raggio di azione delle proprie attività, mi è stato detto che entro dieci giorni arriveranno questi ristori e che saranno agganciati ai fatturati mensili dei mesi scorsi, pare che ci sia una misura concreta. Se così fosse anche chi chiude per un mese potrà sopportare questa chiusura se così non fosse sarebbe un dramma per il paese e noi non possiamo non essere tra i cittadini che gridano questo disagio”.

La manifestazione è durata un paio di ore. Era presidiata dalle forze dell’ordine, che non si sono scomposte. Nessuna tensione, nessun pericolo per l’incolumità pubblica. Solo distanziamento e mascherine. L’inno nazionale ha aperto e chiuso l’evento. Forse uno dei pochi in Italia svoltosi nel pieno rispetto della legalità. E il capitano dei carabinieri, anche lui sul posto, non ha potuto fare altro che applaudire. 

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