Due tamponi e ancora nessun risultato: l'odissea di un bambino brindisino

A distanza di quasi un mese dal primo test non si sa se è positivo o negativo. Lo sfogo dei genitori: "Ecco cosa sta passando nostro figlio"

BRINDISI – Un'odissea cominciata il 12 ottobre e non ancora terminata. Sono le vicissitudini accadute a una famiglia brindisina e al loro bambino di 8 anni, alle prese con disservizi e un tampone Covid che si è smarrito. E a un secondo risultato che tarda ad arrivare. A raccontarlo è la mamma del piccolo: “Il 12 ottobre, per un banale naso che colava, ho tenuto a casa mio figlio, preferendo che non andasse a scuola. Per riammetterlo poi dovevo avere il 'via libera' dal pediatra, il quale però non lo avrebbe visitato. Occorreva il tampone Covid negativo. E da qui inizia l'odissea”.

I genitori, scrupolosi, tengono il figlio a casa, in attesa del tampone, della fatidica chiamata per poter avere un responso. Il 22 ottobre si recano al drive in del Perrino: “Convocati alle 9.30, effettuano il tampone dopo due ore passate in fila in auto tra battibecchi coi vigili e furbetti che ci passavano davanti. Ci è stato detto che entro due giorni avremmo ricevuto il risultato”. Ma il risultato tarda ad arrivare. Stanchi dell'attesa, i due genitori chiamano il numero dell'Asl per avere lumi sul risultato del tampone. E' il 2 novembre. Dopo un'attesa di svariati minuti, la scoperta: “Ci viene detto che il tampone non si trova e che nostro figlio dovrebbe essere sottoposto a un ulteriore tampone. Inizialmente ci rifiutiamo ma ci viene fatto intendere che senza tampone un certificato medico non poteva essere rilasciato”.

E così i genitori “cedono”. Il secondo tampone viene effettuato lo stesso giorno. Il bambino, ovviamente, è tutt'altro che contento, visto che il test è un po' invasivo. Comunque, tutto risolto? Macché: “Ad oggi, 9 novembre, non abbiamo ancora avuto alcuna risposta. Al numero non risponde nessuno. Nel frattempo l'altra nostra figlia, di soli 2 anni, ha in sospeso il vaccino antinfluenzale e ha dovuto saltare il richiamo della meningite. Nostro figlio è chiuso in casa. Questo è quello che deve passare un povero bambino in tempi di Covid”.

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