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Confronto politico sui social: "Necessario sottoscrivere protocollo di corretta comunicazione"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell'avvocato Carmela Lomartire, consigliere di opposizione di Brindisi per Brindisi popolare

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell'avvocato Carmela Lomartire, consigliere di opposizione di Brindisi per Brindisi popolare, sulla proposta all'intera macchina amministrativa di sottoscrivere di un protocollo di corretta comunicazione personale e un uso corretto delle proprie pagine social

Va tutto bene a Brindisi: l’economia gira a buon ritmo, i giovani trovano lavoro senza sforzi, le imprese producono, le attività commerciali sono floride. Certo, va tutto bene: la nostra  la città non è in fase di predissesto, non abbiamo la Tari per uso domestico (e non solo) aumentata quasi del 40 per cento, non abbiamo i dipendenti degli asili che lamentano di non ricevere lo stipendio da mesi. Perché se così non fosse, non si comprenderebbe un dibattito incentrato e concentrato su offese, allusioni personali e su dietrologie stucchevoli, cose di poco conto se rapportate ai reali problemi delle persone. 

Un corretto confronto politico non dovrebbe mai trascendere nel personale ma dovrebbe riguardare (anche in maniera forte ma corretta) i nodi critici dell’economia e lavoro. Ma ormai sembra che, al di fuori dei soliti ed abusati clichè, non si sappia dire nulla. D’altronde, sin dall’inizio di questa amministrazione, quando io stessa sono stata vittima di offese personali e gratuite, ho realizzato che questi comportamenti servivano soltanto a nascondere una assoluta mancanza di contenuti e di idee, invece necessarie per accompagnare una città in un progetto di sviluppo, ancor più oggi, tenuto delle spinte sociali e politiche ad una ripartenza economica e non con il probabile, se in grado di ottenerlo, sostegno finanziario pubblico.

E’ per questo che trovo stucchevole oltre che assolutamente disutile ogni disputa su  “chi ha fatto cosa a chi”, “chi ha ragione e chi ha torto”, “cosa mi hai detto…” “come ti permetti” perché in questa evidente crisi della politica chi ci rimette sono solo i cittadini, ed è indubbio il fatto che, se siamo arrivati a tanto, è perché  non vi è mai stata una seria presa di posizione da chi doveva intervenire decisamente in occasione di affermazioni o sessiste o offensive o allusive, salvo le volte in cui fosse stato personalmente colpito, o fossero stati colpiti consiglieri del proprio gruppo.

Siccome non ho mai condiviso l’atteggiamento di chi critica senza trovare una soluzione, proporrei a tutti: sindaco, componenti della giunta e del  consiglio comunale (maggioranza ed opposizione), la sottoscrizione di un protocollo di corretta comunicazione personale auspicando altresì un uso corretto delle proprie pagine social. Confido nella piena adesione di tutti i rappresentanti politici di questa città: io sarò la prima a farlo, perché per pretendere rispetto, bisogna in prima persona impegnarsi a darlo.                         

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