Attualità San Pietro Vernotico

Elezioni San Pietro e ricorsi: "Vi spiego perché abbiamo vinto di 8 voti e non 1"

La sindaca di San Pietro Vernotico, Maria Lucia Argentieri, ha convocato per la mattinata di oggi, venerdì 21 giugno, una conferenza stampa avente per tema la sentenza del Consiglio di Stato sulla correzione del risultato elettorale

SAN PIETRO VERNOTOCO - Necessità di fare chiarezza. È questo il motivo per cui la sindaca di San Pietro Vernotico, Maria Lucia Argentieri, ha convocato per la mattinata di oggi, venerdì 21 giugno, una conferenza stampa avente per tema la sentenza del Consiglio di Stato sulla correzione del risultato elettorale delle amministrative di maggio dello scorso anno chiesto dall'opposizione attraverso un ricorso al Tar.

La risposta è arrivata esattamente un anno dopo e lascia le cose come stanno: continuerà a governare il paese l’amministrazione Argentieri. La necessità di fare chiarezza nasce dall’interpretazione “sbagliata”, a detta della sindaca, che l’opposizione ma anche i giornalisti hanno fatto della sentenza. Il punto “27” della stessa dice “Concluso l’esame delle risultanze istruttorie, la sottrazione di cinque voti alla lista n. 2 e l’attribuzione di ulteriori due voti alla lista n. 1 non sono sufficienti a sovvertire l’esito della competizione elettorale, la quale ha visto prevalere la lista n. 2 “Domani Argentieri Sindaca” per otto voti”. Secondo opposizione e giornalisti che hanno letto la sentenza lo scarto sarebbe di un solo voto. Argentieri ha vinto su Rizzo per un voto. Secondo la sindaca, invece, restano gli 8 voti iniziali. E lo spiega facendo riferimento al passaggio successivo, il punto “28”, che recita: “Per le ragioni fin qui esposte, dunque, il secondo motivo dell’appello principale (con il quale sono state riproposte le censure del ricorso di primo grado concernenti le operazioni delle predette sezioni elettorali, dichiarate in origine inammissibili dal Tar), la cui decisione è stata riservata con la sentenza non definitiva, dev’essere respinto e con esso la domanda degli appellanti di correzione del risultato elettorale”. 

“Abbiamo vinto per 8 voti, non sono tantissimi ma sono 8 e non 1”. Questioni tecniche in fondo. Alla fine il risultato è sempre lo stesso: a governare resta l’attuale maggioranza. Ma secondo la sindaca l’opposizione sta tentando di mistificare la realtà creando solo confusione e incertezze tra cittadini ma anche tra i dipendenti comunali. Il percorso per cui ad oggi, a distanza di un anno, si discute ancora su chi deve governare e chi no, ha voluto rispiegarlo durante la conferenza, facendo emergere anche un passaggio importante, i rappresentanti di lista che eventualmente hanno reso dichiarazioni false potrebbe avere conseguenze sul piano penale. 

“Questo ricorso è nato un anno fa dalle dichiarazioni dei rappresentanti di lista: della lista numero 1 ‘Insieme per Rizzo’ che circa un mese dopo il risultato delle elezioni hanno spontaneamente prodotto dichiarazioni in cui descrivono che alcune schede erano state erroneamente attribuite alla lista numero 2 (Argentieri, ndr) e altre invece dovevano essere attribuite alla lista numero 1 (Rizzo, ndr)”. Ha spiegato la sindaca.  

“Un passaggio importante è che soltanto su due sezioni su 17 sono state messe a verbale le dichiarazioni dei rappresentanti di lista. Vorrei ricordare che il ruolo dei rappresentanti di lista è quello di poter verificare che i voti della lista che rappresentano siano correttamente assegnati durante lo scrutinio e il loro compito è anche quello di mettere a verbale eventuali contestazioni. Questo è accaduto solo nella sezione numero 1 e numero 14. Sulla base delle dichiarazioni postume di questi rappresentanti di lista si è improntato questo ricorso elettorale”.

“Una volta arrivati dinanzi al Tar di Lecce, però, il Tar di Lecce senza procedere a questa verifica ha dichiarato il ricorso inammissibile perché ha considerato queste dichiarazioni inattendibili anche perché poteva crearsi un precedente davvero importante: immaginiamo cosa accadesse se in tutte le elezioni, a conclusione delle stesse un rappresentante di lista si alza la mattina e immagina di ricordare qualcosa e fa aprire un ricorso, immaginiamo il dispendio di risorse umane ed economiche”. 

“Il Tar di Lecce quindi ha rigettato il ricorso e nello specifico ha precisato il fatto che comunque non sarebbe stata superata la prova di resistenza perché ha considerato attendibili soltanto i verbali delle sezioni 1 e 14, nella sezione numero 1 c’era soltanto una scheda, nella 14 erano 5 le schede contestate, quindi 5 più uno fa sei: noi avevamo vinto di 8 voti, superando la prova di resistenza, e per questo il ricorso è stato dichiarato inammissibile”. 

“Ma questo non è stato sufficiente evidentemente, e così si è arrivati al Consiglio di Stato che, invece, ha voluto procedere con la verifica delle dichiarazioni rese dai rappresentanti di lista, ma non tutte. Non ha preso in considerazione, infatti, le dichiarazioni dei rappresentanti di lista che erano anche candidati, e la dichiarazione di un rappresentante di lista che non aveva sottoscritto la proria dichiarazione in base alla legge 445 del 2000. Non assumendosi, quindi, la responsabilità penale per quanto dichiarato. Il Consiglio di Stato ha considerato, quindi, otto dichiarazioni, cioè quelle per le quali i rappresentanti di lista avevano sottoscritto le proprie dichiarazioni in base a questa legge”. 

“Il Consiglio di Stato, inoltre, esplicita che questa scelta è stata fatta al fine di responsabilizzare il dichiarante e conferire attendibilità alle dichiarazioni sostitutive la cui veridicità è assistita dalle sanzioni previste nel caso di dichiarazioni mendace. Quindi qualora queste dichiarazioni risultassero false ci saranno poi conseguenze penali. E io credo sia giusto dare questo taglio". 

“Il Consiglio di Stato ha incaricato quindi la prefettura di effettuare la verifica. Così sono stati aperti i plichi di quelle sezioni che riguardavano le dichiarazioni di questi 8 rappresentanti. In questa verifica è accaduto che il risultato è stato sorprendente: nessuna delle schede ritrovate corrispondeva esattamente alle dichiarazioni rese dai rappresentanti di lista. Quindi la Prefettura ha redatto la sua relazione e ha trasmesso al Consiglio di Stato la sua relazione e le schede che erano verosimili. Non c’era una sola scheda che corrispondeva esattamente alla dichiarazione che il rappresentante di lista aveva reso. La Prefettura nella relazione ha sottolineato questo: la verosimiglianza di alcune schede e l’inesistenza di altre”. 

“Adesso bisogna fare un piccolo passo indietro: c’era un ricorso principale, che sarebbe il ricorso fatto dai ricorrenti i quali chiedevano di togliere voti alla lista numero 2 argentieri e di attribuirli alla lista numero1. E il ricorso incidentale che è quello che abbiamo fatto noi in difesa: noi, però, abbiamo preso in considerazione soltanto la sezione numero 14, perché lì dentro c’erano alcune schede contestate e non assegnate, quindi noi abbiamo chiesto l’assegnazione di quei voti. Perché per noi gli unici due verbali corretti erano solo quelli della sezione 1 e della 14 perché erano le uniche sezioni in cui i rappresentanti di lista quel giorno avevano messo a verbale le proprie dichiarazioni sottoscrivendole. Tutti gli altri hanno firmato verbali senza dichiarare nulla”. 

“Quindi: il Consiglio di Stato che ha ricevuto la relazione e le schede (scansionate e trasmesse) ha valutato la situazione. Ha valutato prima il ricorso principale per capire quante schede (qualora ci fossero) bisognava togliere alla lista numero 2 e assegnarle alla 1. Quindi togliendo 5 voti alla lista numero 2 e aggiungendone 2 alla lista numero uno arriviamo a 7 voti, 8 meno sette fa uno. Anche questa volta non è stata superata la prova di resistenza. Non superando la prova di resistenza il Consiglio di Stato si è fermato a quella valutazione, non ha considerato il ricorso incidentale nostro che avrebbe dovuto attribuire ulteriori voti. Non era necessario andare oltre. Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda degli appellanti di correzione del risultato elettorale e di conseguenza il risultato resta di 8 voti e non di un voto”. 

L’opposizione nella nota diramata subito dopo la pubblicazione della sentenza ha annunciato la possibilità di un ricorso in Cassazione, qualora ce ne fossero le condizioni. Secondo la Argentieri questa ipotesi non è possibile: “Non sono avvocato ma gli avvocati mi dicono che l’articolo 110 del codice del processo amministrativo, dice che il ricorso in cassazione è ammesso contro il Consiglio di sSato soltanto per motivi inerenti alla giurisdizione, cioè nel caso in cui abbia sbagliato il giudice nel valutare questo ricorso elettorale e non mi sembra questo il caso”.

“Credo che San Pietro Vernotico meriti un po’ di serenità”, ha aggiunto. “A che serve l’opposizione spietata annunciata? Serve solo a bloccare la macchina amministrativa, il ruolo dell’opposizione non deve essere quello, questo serve solo ad autodistruggersi. Il cittadino vuole soltanto risposte. Finalmente la questione è chiusa e possiamo voltare pagina e costruire la San Pietro Vernotico che vogliamo”. 

E la sindaca per certi versi ha ragione, l’opposizione dovrebbe cominciare a occuparsi di affidamenti, delibere, determine e atti vari, e monitorare l’attività della maggioranza, a tutela di un equo e onesto utilizzo dei soldi pubblici. Forse è questa la garanzia che vorrebbero avere i cittadini. 

Rimani aggiornato sulle notizie dalla tua provincia iscrivendoti al nostro canale whatsapp: clicca qui

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Elezioni San Pietro e ricorsi: "Vi spiego perché abbiamo vinto di 8 voti e non 1"
BrindisiReport è in caricamento