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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Docenti madrelingua: una "regola speciale" per la Scuola europea di Brindisi

La Camera approva un emendamento che ha come primo firmatario Mauro D'Attis: "Una ottima notizia per l’Onu e per Brindisi”

Procedure più snelle per la convocazione di studenti madrelingua presso la Scuola europea di Brindisi. La Camera dei deputati ha approvato un emendamento al decreto “Pa 2” che ha come primo firmatario il deputato Mauro D’Attis (Forza Italia), che introduce una regola speciale per risolvere ogni problema riguardante il corpo docente madrelingua. Si tratta di “una ottima notizia per l’Onu e per Brindisi”, commenta D’Attis. 

D’Attis ringrazia il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e la sottosegretaria all’Economia Sandra Savino che, assieme allo staff del Ministro dell’Istruzione Valditara, hanno fortemente sostenuto la proposta. “Ringrazio – prosegue D’Attis - i colleghi delle commissioni Affari Costituzionali e Lavoro della Camera, e in relatori Chiara Tenerini e Edoardo Ziello che l’hanno approvato”.

In sintesi: con l’approvazione dell’emendamento 20.45 D’Attis-Tenerini si realizzano gli obiettivi per i quali, nel 2016, è stata istituita la Scuola europea di Brindisi. 
“In questi anni, infatti – spiega D’Attis -  la scuola non è riuscita ad assicurare docenti qualificati per la comunità internazionale che gravita attorno alla base Onu. Ciò poiché non esistevano regole speciali, per il reclutamento dei docenti, di cui questa scuola necessitava”. 

“E così, dopo un primo intervento nella scorsa legge di bilancio, grazie al quale con un mio emendamento abbiamo incrementato in modo molto rilevante (tre milioni di euro) i fondi della scuola – prosegue il deputato azzurro - con le ultime norme abbiamo riconosciuto alla scuola procedure più snelle per la chiamata di questi docenti, i quali, per la particolare natura dell'offerta formativa di questa scuola, dovranno avere caratteristiche e qualificazioni (in primis linguistiche) particolarmente elevate”. 

“Con queste norme, dunque – conclude D’Attis - si può dire che si dà piena attuazione ad impegni internazionali, presi dallo Stato italiano da tempo ma nei fatti finora non onorati compiutamente”.
 

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