Venerdì, 24 Settembre 2021
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Emergenza Pronto soccorso, Uil: "Va modificato l’assetto organizzativo"

Arrivano le prime reazioni dei sindacati all’ordinanza emanata nella serata di ieri (venerdì 6 agosto) dal governatore della Puglia Michele Emiliano sulla riorganizzazione dei Pronto soccorso

BRINDISI - Arrivano le prime reazioni dei sindacati all’ordinanza emanata nella serata di ieri (venerdì 6 agosto) dal governatore della Puglia Michele Emiliano sulla riorganizzazione dei Pronto soccorso in relazione all’eccessivo numero di accessi delle ultime settimane. Il segretario generale della Uil Gianluca Facecchia interviene sulla situazione del Pronto soccorso del Perrino di Brindisi. 

“Ad oggi gli operatori sanitari del Pronto Soccorso del Perrino (infermieri, medici, oss, ausiliari), sono sottoposti a carichi di lavoro a dir poco infernali al di sopra dei limiti umani, grazie anche ad una cronica carenza di personale medico, infermieristico e Socio sanitario, oltre che mancanza di presidi, logistica, locali ecc. Come se non bastasse alle tante difficoltà che il personale affronta quotidianamente si è notata una esacerbazione dei toni da parte dell’utenza sui social, grazie ad alcuni articoli, con ingiurie e minacce da codice penale, con il serio rischio che dalla rete si passi alla realtà. E’ evidente come la sicurezza degli operatori di cui questa O.S., impegnata quotidianamente sia a livello nazionale che locale, sia messa a repentaglio creando serie preoccupazioni per il personale ivi operante”.

“La strategia mediatica che accusa i lavoratori presenti in “trincea” e la Direzione generale dell’Asl come i responsabili di tutto, dimentica spesso le politiche di smantellamento che hanno interessato la sanità brindisina nell’ultimo ventennio, addossando le responsabilità a chi invece doveva ringraziare per l’impegno profuso anche nell’ormai dimenticato periodo Covid.  E’ inutile anche aspettarsi miracoli immediati dal nuovo dirigente, il quale già in poco tempo, con particolare impegno, ha apportato nuovi protocolli e novità funzionali che richiedono tempo per portare i dovuti benefici”.  

“Non si riesce ancora oggi a comprendere come mai la problematica della carenza numerica dei medici (ad oggi i bandi per il reclutamento dei dirigenti medici vanno deserti), i quali devono affrontare qualsiasi urgenza e non, non venga ancora adeguatamente affrontata modificando l’assetto organizzativo, introducendo il servizio di Guardia medica annesso al servizio di Pronto soccorso. Guardia medica che oggi non offre più un servizio all’utenza degno di tale nome, visto che i medici in servizio non ricevono più nella loro sede ma si limitano ad inviare i pazienti tutti al locale pronto soccorso”. 

“Discutibile è anche la gestione critica dei trasporti impropri del 118, con anche lì una carenza medica allarmante, con spesso ambulanze “Victor” (composta da soli soccorritori), che trasportano qualsiasi problematica centralizzando, su direttive della centrale 118, tutto sull’ospedale Perrino dimenticando spesso l’esistenza di altri Presidi ospedalieri idonei, come si evince anche dai report quotidiani sugli accessi in P.S.. Per tale motivo, probabilmente bisogna improntare una nuova organizzazione del personale con spostamenti là dove vi sia una evidente necessità da altri pronti soccorso dove invece la “pace e la serenità” incombono da decenni”.  

“Infine, si sa benissimo che il problema noto a tutti è che l’utente una volta accettato/registrato non è seguito più in tempi accettabili nel suo percorso diagnostico clinico proprio per l’assenza di medici. Da ultimo, con la nota n°67604 del 06 agosto u.s. la direzione medica del P.O. Perrino ha stabilito che per la  gestione degli iper- afflussi in Pronto soccorso, nei momenti di criticità, vengano inviati quanti più infermieri e medici in prima linea da altri reparti. Tale “soluzione tampone” non è assolutamente adeguata a fronteggiare le criticità del Pronto Soccorso in quanto, di conseguenza, sguarnisce altri reparti creando pericolose carenze clinico/ assistenziali all’ utenza ivi ricoverata”.

“Il personale tutto ormai allo stremo sotto ogni aspetto, non può essere accusato di mancanze o addirittura, come insinuato in qualche articolo falsamente, in malafede o negligente. Questa O.S. prende le distanze da qualsiasi atteggiamento persecutorio e lesivo nei confronti dei lavoratori del Pronto Soccorso, impegnandosi con tutti i propri mezzi a disposizione ed in tutte le sedi opportune a salvaguardare la dignità e la sicurezza di tutti i lavoratori, in considerazione anche dell’aumento dell’esposizione al rischio clinico, professionale ed della propria incolumità fisica”.

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