Servizi sociali, ancora fuori dal lavoro cinque unità del Punto Luce

Il Cobas chiede un incontro al sindaco per il 24 giugno: "Le professionalità non possono essere sostituite con volontari"

la sede del Punto Luce al quartiere Perrino di Brindisi

BRINDISI - Il sindacato Cobas chiede un incontro urgente con il sindaco Riccardo Rossi, affinché siano chiarite le motivazioni per cui cinque lavoratori della Cooperativa Amani, collocati presso il servizio sociale del Punto Luce, posto al quartiere Perrino, non sono ancora rientrati in servizio. I lavoratori in questione sono stati costretti alla cassa integrazione sin dall’11 marzo, in virtù di un’ordinanza emessa dal Sindaco in linea con il Dpcm, anche se il loro servizio non è mai stato sospeso.

Il Cobas ricorda all’amministrazione comunale che i cinque lavoratori in questione operano al fianco di minori e famiglie da più di un decennio, e che sono formati e adeguatamente preparati. Per tale ragione il sindacato Cobas ritiene inspiegabile non aver concesso la modalità smart working agli stessi ed altrettanto assurdo l’aver affidato ad un gruppo di volontari le delicate attività di un servizio sociale che i cinque operatori hanno svolto sin dalla nascita del servizio Punto Luce.

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Pur ritenendo meritevole l’operato dei volontari, che tanto hanno fatto per questa città durante l’emergenza, è ovvio che affidare loro un lavoro che richiede esperienza e competenze, riduca notevolemente il livello qualitativo del servizio sociale in questione. Per le motivazioni sopra elencate la scrivente organizzazione sindacale dichiara lo stato di agitazione dei lavoratori del Punto Luce, che mercoledì 24 giugno 2020, saranno in piazza Matteotti, all'ingresso del Comune di Brindisi, per chiedere perché l’attuale amministrazione, pur avendo fatto ripartire tutti i servizi sociali, non ha ancora permesso a questi cinque operatori di rientrare in servizio.

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