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"Si scrive festa delle donne, si legge disparità e massacro"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento sulla festa della donna inviata da un lettore, Antonio De Simone 

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni sulla festa della donna inviate da un lettore, Antonio De Simone 

Probabilmente in un giorno come questo ti aspetteresti una mimosa, oppure degli auguri per ‘festeggiare questa giornata’. Ma di festoso non ci trovo nulla, non trovo motivo di festeggiare la morte di una donna e poi giustificarsi con una ‘tempesta emotiva' determinata dalla gelosia. Non trovo nulla da festeggiare in chi ancora parla, irresponsabilmente, di “omicidio passionale", quando l'amore o la passione non c'entrano proprio.

Non trovo nulla da festeggiare negli occhi spenti di un bambino che perde la propria madre e non trovo altresì motivi per festeggiare un paese in cui vige ancora una disparità salariale tra uomo e donna, in un paese in cui la donna fa più difficoltà dell’uomo ad entrare nel mondo del lavoro e ad accedere ai luoghi della formazione e dell’istruzione. In un paese in cui viene avanzata come proposta di legge il Ddl Pillon, in un paese in cui la parola donna esaurisce il suo significato e diventa sinonimo di ‘sfogo’ alimentando così un concetto materiale di questa parola. Preferirei regalarti un fiore, si ma un fiore rosso che ricordi il sangue versato da Alessandra di 23 anni a Messina, o da quelle 100 donne che hanno perso la vita nel 2018 o ancora da quelle 7 milioni di donne che ogni giorno vengono picchiate,maltratte o violentate (dati Ansa).

Preferirei che al posto di parlare di festa, si parlasse di ricorrenza delle donne o ricordo di chi ogni giorno si trova in quel limbo che divide la vita e la morte e con le unghie e con i denti cerca di uscirne, rimanendo a volte schiacciata da quel macigno colmo di “gelosia e passione”.

Preferirei fare gli auguri a chi ha il coraggio di denunciare, a chi non ha paura di essere e sentirsi donna. Auguri a chi non si arrende, sempre in direzione ostinata e contraria.

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