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Domenica, 7 Agosto 2022
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Perrino. Pronto Soccorso al collasso e pochi medici: proclamato lo stato di agitazione

Le organizzazioni sindacali Fials e Cimo denunciano le condizioni di malessere in cui versano i professionisti sanitari dell’emergenza urgenza della Asl Brindisi

BRINDISI -  Le organizzazioni sindacali Fials e Cimo denunciano le condizioni di malessere in cui versano i professionisti sanitari dell’emergenza urgenza della Asl Brindisi e annunciano lo stato di agitazione: ‘’150 accessi al giorno che affollano il Pronto Soccorso dell’ospedale Perrino, personale sanitario alla deriva per l’aumento del tempo di permanenza dei pazienti dovuto alla carenza di posti letto che ingolfano il sistema salute. Un carico di lavoro che sta aumentando in maniera esponenziale e che non è più sostenibile. Criticità che si ripercuotono a cascata sul funzionamento del pronto soccorso e sul benessere organizzativo dei dipendenti", dichiara Giuseppe Carbone, segretario generale della Fials.

"Rischiamo il collasso del sistema - prosegue Arturo Oliva, presidente regionale Cimo Puglia - la già gravissima insufficienza dell'organico medico nell'intera Asl Brindisi che si acuisce  nel periodo estivo determinerà nel brevissimo periodo un'ulteriore riduzione dell'offerta sanitaria già largamente compromessa dalla pandemia. Il pronto soccorso è al collasso, il numero dei medici è drammaticamente insufficiente. Al contrario il numero di accessi è elevatissimo anche per la centralizzazione dei flussi provenienti da tutta la provincia sul Perrino che è sovra utilizzato rispetto alle altre strutture dell’Asl. Questa denuncia si aggiunge alle precedenti legate al rischio che non si riesca a garantire l’assistenza ai pazienti Covis con insufficienza respiratoria, considerando la ripresa dei contagi, e al piano delle emergenze che necessita di una rivisitazione immediata visto il grave stato in cui versano divisioni strategiche nell'assistenza in emergenza urgenza  e per cui attendiamo ancora una risposta."

"Considerando che la compromissione dell'apparato respiratorio è la complicanza più temibile del Covid - si legge ancora nella nota - i due soli posti disponibili di terapia semi intensiva per tutta la Asl di Brindisi sono assolutamente sottodimensionati rispetto alle necessità e non può essere lasciato al solo reparto di Malattie Infettive il peso dell'assistenza di pazienti così complicati. Per non parlare della necessità della riduzione ed abbattimento delle liste d'attesa lasciate al palo, parliamo di oltre 20mila prestazioni specialistiche rinviate, in particolare radiologiche e cardiologiche, oltre migliaia di ricoveri, specie di malati oncologici e cardiologici e di interventi operatori specialistici”. 

Per questo, infatti, molte persone sono costrette a ricorrere a prestazioni a pagamento. "Il piano dell'Asl di Brindisi, così come ci è stato presentato in informativa, pur apprezzabile nelle intenzioni è notevolmente in ritardo e difficilmente realizzabile vista la grave carenza d'organico e pecca di aspetti fondamentali  legati alla gestione delle risorse umane - spiega il segretario generale della Fials - e mancano alcuni aspetti fondamentali per organizzare il lavoro dei professionisti. Un'anomalia a cui vogliamo reagire in maniera costruttiva e propositiva per il bene sia dei cittadini, sia del personale sanitario che rappresentiamo e che, con abnegazione e spirito di sacrificio estremo, lavora con ritmi incalzanti ed esprime il bisogno inderogabile di sentirsi supportato da programmazione e valorizzazione economica. Non vorremmo mai incappare in una sorta dì déjàvu in cui i professionisti sanitari sono stati chiamati alle armi per la campagna vaccinale e poi tacciati come furbetti e ancora in attesa di pagamento".

Per queste ragioni i sindacati dichiarano lo stato di agitazione "per segnalare all’intera opinione pubblica i rischi del tracollo della medicina di emergenza urgenza e conseguentemente le serie ripercussioni sulla popolazione auspicando in un senso di responsabilizzazione maggiore e di coinvolgimento da parte dei vertici aziendali. Il diritto alla cura e alla salute non va in ferie".

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