Flashmob "Un violador en tu camino", prove a Brindisi: donne invitate

Il primo incontro si è svolto il 10 gennaio scorso, i prossimi sono previsti il 17 gennaio 17-18:45; 20 gennaio 17-19; 24 gennaio 17-18:45

BRINDISI - "Non Una Di Meno" Brindisi ha avviato le prove nella sede di "Mia Dance Challenge" (via Cavour, 34) per organizzare in città il flashmob "Un violador en tu camino". ll primo incontro si è svolto il 10 gennaio scorso, i prossimi sono previsti il 17 gennaio 17-18:45; 20 gennaio 17-19; 24 gennaio 17-18:45. Per informazioni cell 320/3253755.

"Invitiamo le donne e le ragazze a partecipare alle prove per diventare un gruppo nutrito che manifesterà con una sola voce e con i propri  corpi contro gli stupri e la violenza patriarcale che ci colpisce in famiglia e nella sfera pubblica".

Il flashmob "Un Violador en tu Camino” è stato ideato dal collettivo femminista #Lastesis, esploso il 25 novembre in Cile, per poi farsi boato in tutto il mondo. "Anche a Brindisi vogliamo far sentire tutta la nostra solidarietà e sorellanza a coloro che in Cile si stanno ribellando contro il carattere patriarcale della violenza esercitata dal governo di Piñera e dal sistema neoliberista".

"Sappiamo bene che lo stupro è troppo spesso utilizzato come arma di guerra, come strumento di repressione e disciplinamento per zittire chi lotta e chi contesta l'ordine esistente. Ieri come oggi, le violenze sulle donne in Cile assumono più che mai un carattere intimidatorio e simbolico. Le donne sono le protagoniste di una rivolta che fa paura perché capace di costruire connessioni sociali e mettere in discussione l’intero sistema".

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"Mentre migliaia di donne si alzano assieme gridando che la colpa non è mai la nostra, né per dove stiamo né per come vestiamo, dobbiamo ancora una volta assistere a quella che abbiamo definito violenza istituzionale, quella che passa attraverso i processi di femminicidio. Facciamo nostre le parole delle compagne cilene ed esprimiamo la nostra rabbia per chi ripete che ce la siamo cercata, per chi non ci crede e punta il dito contro la vittima. Vorremo che tutt* quell* che rifiutano di vivere sulla propria pelle l'oppressione del patriarcato si uniscano a noi con il proprio corpo, la propria voce, la propria rabbia e la propria determinazione". 

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