Mesagne. Riflessioni di una fotografa al tempo del coronavirus

Loredana Denicola, da Londra, è rientrata nella sua città natale a gennaio e chiede di fermarci cercando il contatto con la natura

Riceviamo e pubblichiamo le foto e le riflessioni al tempo del coronavirus della fotografa freelance professionale di Mesagne, Loredana Denicola, che dal 2010 vive a Londra ed è rientrata nella sua città natale a gennaio, quando ancora non c’era l’emergenza Covid-19 che tutta l’Italia, oggi, combatte incessantemente.

Sono tempi strani, assolutamente singolari.

Queste sono le strade di Mesagne, la città dove sono nata, al 16 Marzo 2020. Mi ci ritrovo nel periodo del coronavirus o Covid-19. Sicuramente ci sarà un motivo, che ancora non conosco. Il coronavirus ci fa riflettere. Ci fa rivedere il nostro stile di vita, la nostra routine quotidiana, le nostre relazioni, il senso della famiglia, le nostre scelte e la nostra spiritualità. Tutto si è fermato.

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Fa riflettere questo passaggio epocale, la malattia mette in crisi la nostra esistenza, fino al punto da non potere stare accanto agli altri, momentaneamente per la paura del contagio, ma anche di attivare il senso di responsabilità.

Usciremo più consapevoli da questo tempo di privazione, riscoprendo il gusto per la vita, della socialità, della libertà? Il non potere stare l’uno accanto all’altro ferisce l’umanità e affligge le nostre relazioni.

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Scopriamo un’epoca del tutto nuova e sconosciuta. Che senso ha questa malattia? Tutto è connesso. La malattia e la morte sono un castigo? Ci aiuterà la speranza? Ci aiuterà l’essere responsabili? La fede? Forse siamo giunti ad un momento importantissimo della storia, per rinnovarci all’interno, di scoprire finalmente cosa è essenziale nelle nostre vite, ciò che ci dà gioia, serenità e pace, per avere più fiducia nell’umano.

Seneca scrisse che “noi viviamo come dovessimo vivere sempre, dimenticando quanto siamo fragili“. Ci sentiamo semidei, poi basta un bacillo, un virus per riportarci alla realtà ed a riflettere sul senso della vita.

Sfruttiamo questo momento per crescere, per ri-stabilire un contatto con noi stessi e madre natura. Fermarsi non è più una scelta. È un obbligo.

Tutto è fermo, abbiamo rotto tutte le nostre illusioni che ci hanno sempre impedito di alzare gli occhi al cielo, guardare le stelle, il verde della natura riempirci di serenità, sentire il sole riscaldarci, respirare l’aria di montagna, ascoltare il mare, parlare coi nostri bambini, guardarli negli occhi, amarli.

Ci ritroviamo ad avere paura, a considerare la nostra minuscola presenza su questo pianeta che abbiamo quasi distrutto, pensando di essere immortali.

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Il nostro obbligo nei confronti del pianeta è reciproco. Ma come possiamo rendercene conto se ci siamo dimenticati di noi stessi? Non stiamo bene. Servirà questo periodo per riflettere e cambiare? Le mie strade .... a cui ho tolto il colore della vita.

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