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Dh oncologico: "Volevano trasferirci in un tugurio, siamo amareggiati e tristi"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una paziente chemioterapica che racconta quanto accaduto la mattina di lunedì 7 giugno a seguito del trasferimento del reparto dal quinto al quarto piano del Camberlingo

FRANCAVILLA FONTANA - Un trasferimento coatto e terapie in condizioni disumane. La vicenda del Day hospital oncologico del Camberlingo di Francavilla Fontana, continua a tenere banco dopo la visita dei Nas di Taranto e dei carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana, chiamati dai pazienti che, all’arrivo in ospedale lunedì 7 giugno 2021, si sono trovati a dover sottoporsi a chemioterapia in ambienti inadeguati, dove non vi erano le basilari norme igienico-sanitarie. Per questo il trasferimento dal quinto al quarto piano era stato sospeso fino all’adeguato ripristino degli ambienti. La direzione generale della Asl, in una nota di replica, ha sottolineato “che era ancora in corso la ricollocazione dell’ambulatorio oncologico della Medicina nei locali situati al quarto piano. Un rientro previsto da tempo e comunicato con largo anticipo dalla direzione generale”. In una lettera arrivata alla nostra redazione, una paziente racconta i disagi e chiede maggiore rispetto e cura per malati che vivono già una situazione difficile, fisicamente e psicologicamente. 

Sono una paziente del Dh oncologico dell'ospedale di Francavilla Fontana, dapprima situato al quarto piano in una condizione disagiata, costretti a fare la chemioterapia seduti su una sedia da sala d'attesa e non su poltrone apposite. Questo ha portato la nostra dottoressa Annamaria Miccianza, a richiedere una sistemazione più adeguata, facendo il possibile per rendere confortevole il nostro attuale reparto, situato al quinto piano. I pazienti hanno, anche, donato 3 poltrone per poter fare la chemioterapia.

Noi pazienti siamo stati avvisati con un messaggio domenica 6 giugno che il lunedì, quindi il 7 giugno, sarebbe avvenuto questo trasloco, dal quinto piano ad un quarto che fa paura a vederlo.  Il lunedì mattina, noi pazienti ci siamo ribellati facendo arrivare i carabinieri, con il comandante stesso che è rimasto scioccato dal tugurio in cui volevano trasferirci. I carabinieri hanno, quindi, fermato l'impresa di pulizia che stava pulendo e hanno contattato i Nas, arrivati nel primo pomeriggio. 

Noi pazienti di Oncologia continueremo a chiedere giustizia per essere operati e curati in condizioni di assoluta igiene e accoglienza, lottiamo contro un mostro e non vogliamo dover lottare anche per delle cose che ci spettano di diritto come cure mediche decenti in strutture decenti, agibili e pulite. Dalle foto che allego si vedono le poltrone e gli strumenti già spostati, necessari per le nostre cure. Martedì sono iniziate le chemioterapie e gli infermieri, poveri, non sapevano neanche dove trovare aghi, flebo e quant'altro a causa dell'imminente trasloco.

Altri pazienti, come me, hanno invece fatto la chemioterapia in quel piano osceno ieri, mercoledì 9 giugno e stiamo vivendo davvero un momento di puro disagio che ci distrugge psicologicamente più di quanto non lo siamo già. Siamo davvero tutti amareggiati e tristi per quanto sta accadendo e vediamo che la direzione generale di Brindisi e Francavilla fontana non hanno avuto cuore per la nostra situazione pensando solo al loro interesse e non pensando a noi pazienti che per causa loro siamo costretti ad essere curati in quelle condizioni.

Abbiamo fiducia nei carabinieri e nel loro capitano e nei Nas di Taranto che stanno cercando di aiutarci. Vogliamo solo che le cose si sistemino e chiediamo a gran voce di non essere trasferiti almeno fino a quando il quarto piano non sarà uguale al quinto piano. 
 

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