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Vent' anni fa morì il maresciallo Demitri, martedì cerimonia di commemorazione

Il sottufficiale cadde in un conflitto a fuoco con alcuni rapinatori il 14 luglio del 2000. Aveva solo 33 anni. Medaglia d'Oro alla memoria

FRANCAVILLA FONTANA - Nel ventennale anniversario dalla morte, martedì 14 luglio 2020, a Francavilla Fontana, alle ore 10:15, la città di Francavilla Fontana e l'Arma dei carabinieri ricorderanno il maresciallo Antonio Dimitri, medaglia d’oro al valor militare, caduto in un conflitto a fuoco durante una rapina nel primo pomeriggio del 14 luglio del 2000, a soli 33 anni. Parteciperanno cariche di vertice, civili e militari, e successivamente sarà celebrata una messa nella chiesa del Carmine officiata dal vescovo di Oria, monsignor Vincenzo Pisanello.

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Le sette persone imputate per la vicenda, tutte di Ceglie Messapica sono state assolte (come pure da un'altra rapina e dall'omicidio dell'agricoltore Donato D'Urso, 53 anni, freddato con una fucilata). Il maresciallo Dimitri morì colpito al torace e alla nuova da sette proiettili, esplosi da due dei rapinatori che era rimasto all’esterno della sede della Banca Commerciale, e che sparò appostato alle spalle del sottufficiale di un altro militare. Altri due banditi, armati solo di taglierino a differenza dei “pali” (per non fare scattare il metal detector all’ingresso della filiale) si erano impadroniti di venti milioni di lire e per coprirsi la fuga, dato che i carabinieri erano già fuori dalla banca, presero con loro due ostaggi.  Erano le 15.15 di quel giorno di 20 anni fa.

Il maresciallo Antonio Dimitri, giunto sul posto a bordo di un veicolo di servizio condotto da un altro militare, ordinò che il mezzo fosse posizionato di traverso su viale Lilla per bloccare la fuga dei rapinatori, poi scese di corsa per affrontare gli individui che uscivano dalla banca. Non aveva visto gli altri complici nascosti dietro le auto, che sparano una lunga sequenza di colpi contro i due carabinieri. Dimitri fu colpito mortalmente, il collega rimase illeso. I quattro banditi rilasciarono uno degli ostaggi, per ragioni di spazio, e si portarono dietro a bordo di un’Alfa 33 rossa il secondo impiegato, rilasciato a sua voltai nei pressi di Sava. Sul luogo dell’agguato ai carabinieri era rimasto il corpo del maresciallo Antonio Dimitri, e una distesa di bossoli di cartucce di vario calibro. 

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