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Furti nell'ospedale Perrino, tornano al lavoro gli imputati accusati di peculato

Vizio formale nel licenziamento dei dipendenti della società Sanitaservice. La partecipata dell'Asl ricorre in appello

BRINDISI -  Sono rientrati al lavoro, alle dipendenze della Sanitaservice, i brindisini accusati di peculato e appropriazione indebita nel processo scaturito dall’inchiesta su una serie di furti di traversine, pannolini, disinfettanti e carta iginenica, nei reparti dell’ospedale Perrino, denunciati dal direttore generale della Asl.

Furti di farmaci in ospedale-2-2-3

Il caso

Il dibattimento è in corso di svolgimento dinanzi al Tribunale penale di Brindisi, mentre la società dell’Azienda sanitaria locale ha già impugnato la sentenza del giudice civile con la quale è stata disposta la reintegrazione. Il giudice, stando a quanto si apprende, ha riconosciuto un vizio formale evidenziato dagli avvocati dei dipendenti della Sanitaservice. Stando alla sentenza, il procedimento disciplinare azionato dalla società Sanitaservice non sarebbe stato concluso nel termine di 30 giorni a far data dalla contestazione. Sarebbe andato oltre. Per questo, è stato disposto il rientro al lavoro, rispetto al quale la partecipata dell’Azienda sanitaria locale ha già presentato ricorso rimarcando il venir meno del rapporto fiduciario.

Gli imputati dipendenti Sanitaservice

Il pm Giuseppe De NozzaLa decisione del giudice del lavoro riguarda gli imputati: Santo Schiena (difeso dall’avvocato Paoloantonio D’Amico), Damiano Bissante (difeso dall’avvocato Giuseppe Guastella), Cosimo De Tommasi (difeso da Fabio Valentini), Attilio Ferulli (difeso da Lelio Lolli), Sergio Gianfrate (difeso da Alessandro Longo) e Saverio Pollio (difeso da Livio Di Noi). Sono tutti sotto processo ordinario. Hanno, infatti, scelto la strada del dibattimento a differenza di quanto hanno fatto altri, per i quali pende l’appello dopo la condanna in abbreviato. Il rientro al lavoro è emerso in occasione dell'udienza odierna.

L’inchiesta

L’inchiesta dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Taranto (Nas) sfociò nel blitz con l’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare il 17 ottobre 2016. Furono contestati peculato, furto e appropriazione indebita. In alcuni, anche la truffa in relazione a dipendenti della Sanitaservice che si assentavano dal posto di lavoro in assenza di autorizzazione: venne documentato il non corretto uso del cartellino smarcatempo per la registrazione delle presenze. Fonti di prova, le telecamere nascoste in alcuni punti del magazzino e del sottoscala.

I carabinieri del Nas

Nell’udienza di oggi, venerdì 16 novembre 2018, è stata acquisita l’informativa del luogotenente del Nas, Marco Senatore, che svolse le indagini. Nessuna opposizione dei penalisti, i quali hanno iniziato il controesame del teste. L’accusa in giudizio è rappresentata dal sostituto procuratore Giuseppe De Nozza (nella foto in alto). Il collegio giudicante è presieduto da Gienantonio Chiarelli.

 


 

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