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G7 e catastrofi: la Asl di Brindisi si prepara ad affrontare le maxi-emergenze

Nella mattinata di oggi, mercoledì 15 maggio, è stato presentato ai cittadini, attraverso una conferenza stampa, il Piano di emergenza interno massiccio afflusso di feriti (Peimaf)

BRINDISI – La Asl di Brindisi si prepara per affrontare le maxi-emergenze dal punto di vista sanitario. Nella mattinata di oggi, mercoledì 15 maggio, è stato presentato ai cittadini, attraverso una conferenza stampa, il Piano di emergenza interno massiccio afflusso di feriti (Peimaf). Seguiranno formazioni specifiche e simulazioni che verranno effettuate direttamente in ospedale. 

La catena di attivazione del Meipaf

In 33 pagine sono racchiuse tutte le procedure di intervento in caso di un evento catastrofico. Il documento, redatto da un gruppo di professionisti aziendali è stato approvato lunedì 13 maggio con provvedimento della direzione generale anche in vista dell’ormai vicino G7, in programma dal 13 al 15 giugno prossimo. Ma come ha precisato il direttore generale, Maurizio De Nuccio, questo nuovo documento non è importante solo per questo evento di portata mondiale che si svolgerà nel Brindisino ma per tutti gli altri tipi di maxi-emergenze.

Al tavolo dei relatori, oltre a De Nuccio, erano seduti: Vicenzo Gigantelli, direttore sanitario; Loredana Carulli, direttore amministrativo; Massimo Leone direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza e Stefania Bello, dirigente medico dell’Unità operativa Gestione del Rischio Clinico. Sono intervenuti successivamente Nicola Carluccio il direttore della rete di emergenza-urgenza, direttore del Pronto soccorso, Francesco Paolo Lisena, direttore dell’ospedale di Ostuni, Massimo Calò direttore di Anestesia e Rianimazione del Perrino; Eluisa Muscogiuri, direttrice di Radiodiagnostica del Perrino e Arturo Oliva, presidente dell’Ordine dei medici. Tutti concordi nel fatto che con l’approvazione del piano il territorio viene messo nelle migliori condizioni possibili per affrontare le sfide sanitarie. E il banco di prova potrebbe essere proprio il G7. Per questo evento di portata mondiale, come ha specificato Leone, la Asl di Brindisi, in collaborazione con  Bari, è già a lavoro per organizzare in modo efficace l’assistenza sanitaria che è stata richiesta e il Peimaf si inserisce perfettamente in questo apparato organizzativo. 

Attivazione del sistema

 “Va precisato che questo piano ospedaliero è l’ultimo anello di una catena di maxi emergenza che inizia sul luogo dell’evento - ha spiegato Leone. Si parla di medicina delle catastrofi. La buona organizzazione delle maxi emergenze parte dal territorio in un continuum assistenziale con l’ospedale. L’ospedale, infatti, rappresenta l’ultimo anello di questa catena. Il Peimaf serve solo a non farsi trovare impreparati in caso di maxi-emergenza. Gli aspetti trattati in questo Piano toccano i tre presidi ospedalieri anche nella loro essenza quotidiana: vale a dire se non si lavora meglio nell’ordinarietà è difficile poi riuscire a farlo nella straordinarietà. La novità assoluta di questo piano è che c’è un alto grado di cooperazione aziendale senza la quale non si sarebbe raggiunto questo risultato. È il dipartimento il vero motore tecnico inserito all’interno di una cooperazione aziendale senza la quale questi documenti avrebbero solo preso polvere”.

Il documento, quindi, rappresenta lo strumento che consente di coordinare i soccorsi, a tutela degli utenti presenti all’interno delle strutture e dei lavoratori, al fine di mantenere livelli di assistenza efficaci ed efficienti anche in occasione di situazioni di emergenza straordinarie interne o esterne alla struttura ospedaliera. Il piano è “flessibile” e può essere utilizzato in tutte le emergenze.

Il Piano si applica in tutte le Unità operative di Medicina d’Emergenza-Urgenza della Asl Brindisi (Perrino, Camberlingo, ospedale di Ostuni) durante le fasi del percorso assistenziale, nelle condizioni di massiccio afflusso di feriti e coinvolge tutte le altre Unità operative dei tre presidi nella  gestione intraospedaliera. Ed è questa la novità assoluta rispetto ad altre realtà. 

Il Peimaf, nel dettaglio: assegna le responsabilità; prevede come coordinare le azioni; descrive le relazioni fra strutture diverse; predispone l’organizzazione per la protezione delle persone presenti e dei lavoratori; identifica il personale, le competenze, le procedure e le risorse disponibili da mettere in atto delle operazioni di risposta.

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