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Ufficio Tributi ridotto all'osso: gestione delle entrate affidata ai privati

Gestione Imu-Tari-Tasi e apertura sportello affidati per un anno alla società già appaltatrice del servizio di riscossione coattiva. L'ampliamento degli affidamenti costerà 100mila euro

BRINDISI – Fra pensionamenti, malattie e congedi per maternità, l’ufficio Tributi del Comune di Brindisi è paralizzato, con gravi disagi per cittadini. Impossibilitato a procedere con nuove assunzioni dai vincoli del piano di riequilibro, il Comune ha dovuto ricorrere a un’altra soluzione per far ripartire a pieno regime il servizio di gestione ordinaria delle entrate “Imu-Tasi-Tari”. Quale? L’ampliamento temporaneo per un anno delle prestazioni effettuate dalla società affidataria del servizio “riscossione coattiva dei tributi, delle sanzioni del codice della strada, dei fitti attivi e dell’imposta di soggiorno, gestione dei tributi minori, attività di supporto dell’accertamento”, ossia la Rti Creset- Crediti, Servizi E Tecnologie spa/ Mt, attualmente affidataria del servizio.

Questo nuovo affidamento, per un importo pari a circa 100mila euro e con l'impiego di numero tre unità di personale specializzate, avrà la durata di un anno, rinnovabile per il medesimo arco temporale e comunque non oltre la data di fine appalto. L’obiettivo è quello di “ripristinare con efficacia ed immediatezza la gestione ordinaria dei tributi, compresa l'attività di sportello, che allo stato attuale non risulta utilmente gestibile con sufficiente personale interno”.

Il via libera all’estensione dell’affidamento è arrivato tramite una delibera di giunta licenziata nella giornata di ieri (venerdì 16 aprile). Come noto, nel luglio 2020, l’amministrazione comunale internalizzò parzialmente il servizio di riscossione dei tributi. La Rti Creset- Crediti, Servizi E Tecnologie spa/ Mt si aggiudicò il bando di gara delle durata di 36 mesi, per un importo pari a 2 milioni 772 mila euro, una parte dei servizi esternalizzati. Ma nel frattempo il Comune ha “registrato – si legge nelle premesse della delibera - un costante decremento della forza lavoro, a fronte di cospicue cessazioni dal servizio per intervenuto pensionamento”. Negli ultimi mesi le difficoltà si sono acuite a causa dell’assenza dal servizio, tuttora persistente, delle unità di personale assegnato, per malattia e congedo per maternità. Attualmente “non sono ulteriormente sostenibili né gestibili – si legge ancora nell’atto - le lecite richieste dei cittadini che hanno necessità di interfacciarsi con l’ufficio Tributi”.

Le richieste autorizzative per piani di assunzione inoltrate al ministero non hanno trovato risposta. Per questo l’esecutivo non ha avuto altra scelta che far leva sull’articolo 106 comma 12 del decreto legislativo n. 50/2016, in virtù del quale “la stazione appaltante, qualora in corso di esecuzione si renda necessario un aumento o una diminuzione delle prestazioni fino a concorrenza del quinto dell’importo del contratto, può imporre all’appaltatore l’esecuzione alle stesse condizioni previste nel contratto originario”.” In tal caso – si legge ancora nell’articolo - l’appaltatore non può far valere il diritto alla risoluzione del contratto”. L’esecutivo ha quindi impartito al dirigente dei Servizi finanziari l’indirizzo di ampliare temporaneamente il perimetro dell’appalto. Successivamente verrà dato un assetto definitivo alle risorse umane da utilizzare per la gestione dei tributi comunali non affidati tramite tale determina dirigenziale. 

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