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Chiave Michelin, tra i premiati anche hotel di lusso diretto da sampietrano

Si tratta di Giuseppe De Luca, 47 anni, ex studente dell’Alberghiero di Brindisi, la scuola che gli ha permesso di realizzare il suo sogno: diventare direttore d’albergo

SAN PIETRO VERNOTICO – Da vetturiere a direttore d’albergo passando da portiere notturno, receptionist, capo ricevimento. Quarantasette anni di cui 32 trascorsi nelle strutture ricettive, a imparare, partendo dalle basi, quello che lui definisce “il mestiere più bello del mondo” e ora arriva anche la Chiave Michelin. Il prestigioso riconoscimento, alla sua prima edizione, che la nota Guida riserva agli hotel che si contraddistinguono per l'eccellenza del servizio. C’è un orgoglio tutto sampietrano dietro alla ‘chiave’ assegnata all’hotel Palazzo De Noha - Boutique Hotel sito nel centro storico di Lecce. Si tratta di Giuseppe De Luca, nato e cresciuto a San Pietro Vernotico, dove anche risiede, ed ex studente dell’Alberghiero di Brindisi, la scuola senza la quale non avrebbe realizzato il suo sogno: diventare direttore d’albergo. 

Da cinque anni si occupa della gestione dell’hotel leccese, prima ancora ha diretto una lussuosa masseria sita nelle campagne di Surbo (Le). E prima ancora ha lavorato in hotel di alto livello ricoprendo diverse mansioni. 

L’accoglienza e la soddisfazione del cliente sono le sue passioni. Innamorato della sua terra, del suo paese d’origine da cui non ha mai voluto staccarsi definitivamente nonostante i numerosi viaggi in giro per il mondo, è riuscito a realizzare il suo sogno senza dover rinunciare alle sue radici, alla famiglia e all’amore che lo lega a doppio filo a questa terra da cui purtroppo in molti scappano. Giuseppe De Luca, invece, ci ha sempre creduto. 

La lettera inviata a Michelin

“Ho viaggiato molto e continuo a farlo ma mai ho pensato di andare via definitivamente dal mio paese, nonostante, come è noto, le opportunità all'estero sono tante. Ma a me piace visitare i posti e portare a casa 'i trucchi del mestiere'. Quando ho iniziato questa avventura nel cuore di Lecce l’hotel era nato da poco, c’erano 9 stanze ma tutto l’interesse dei proprietari per farlo diventare un piccolo gioiello. Un posto dove il cliente non è un numero e dove i servizi ruotano attorno alle sue esigenze – racconta – oggi ci sono 13 camere gestite da una squadra di dieci persone. La mia squadra, quella che ci ha permesso di ricevere questo prestigioso riconoscimento. Del tutto inaspettato”. 

Come già accennato le ‘chiavi’ della Guida Michelin individuano l’eccellenza nell’esperienza alberghiera. Come le ‘stelle’ per i ristoranti. Sono cinque i criteri con cui sono stati selezionati gli hotel: architettura e interior design, autenticità, qualità del servizio, rilevanza della struttura nell’ambito della località in cui si trova, e coerenza tra prezzo ed esperienza offerta. 

“È stato un grande onore per me ricevere lo stesso riconoscimento che hanno ricevuto le grandi e storiche strutture come ad esempio Borgo Egnazia a Fasano che non a caso ospiterà il G7. Abbiamo lavorato sodo mettendo sempre il cliente al centro di tutte le scelte e continueremo a farlo perché questa ‘chiave’ adesso la dobbiamo mantenere. Naturalmente tutto questo è stato reso possibile anche grazie a proprietari della struttura che hanno fatto la scelta giusta di investire in un’ospitalità con servizi personalizzati”. E il Mystery guest Michelin ha apprezzato. 

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