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"Giovani biologi discriminati": Marco Giaimis incontra Crisanti, c'è una proposta di legge

Il giovane biologo brindisino, presidente nazionale Abifb, soddisfatto del confronto con il senatore, noto microbiologo: "Porterà avanti in parlamento la nostra battaglia"

BRINDISI - Si è tenuto venerdì (24 marzo) l’incontro telematico tra il senatore del Partito Democratico, medico e microbiologo, professor Andrea Crisanti ed il presidente nazionale dell’Abifb (Associazione dei Biologi Italiani e dei Futuri Biologi), biologo laboratorista, Marco Giaimis. A tal proposito, il biologo pugliese Giaimis, in rappresentanza della sua associazione è stato contattato dallo staff di segreteria del professor Crisanti per un importante confronto circa la retribuzione degli specializzandi di area “non medica” che continua ad affliggere le categorie di: biologi, farmacisti, chimici, psicologi, odontoiatri, veterinari, fisici, da ben 23 anni.

Gli stessi, nonostante sia presente nella Legge 401/2000, art. 8 il diritto di ricevere un contributo economico per il loro percorso formativo specialistico, non vengono retribuiti a differenza dei colleghi medici che percepiscono una “borsa” di circa 1700 euro al mese. Il tema è stato presentato in questi giorni nel disegno di legge dal professor Crisanti. “Professor Crisanti – afferma Marco Giaimis – la ringrazio col cuore a nome di tutti i colleghi specializzandi ‘non medici’ per la battaglia che sta portando avanti in parlamento. Ha tutto il mio supporto e quello dei miei colleghi”.

“Negli anni precedenti - continua Giaimis - mi sono interfacciato con diversi politici di vari partiti, descrivendo anche per e-mail tutte le problematiche che i biologi affrontano nel loro iter universitario e lavorativo, tuttavia attendo ancora delle risposte e sono lieto che subito dopo il raggiungimento del ruolo di senatore della Repubblica ha già avanzato questa preziosa proposta nel disegno di legge che mira a distruggere una disparità tra professionisti sanitari che va avanti da troppo tempo”.

“I colleghi biologi e tutte le figure sanitarie coinvolte (ad esclusione dei medici) sono ormai dei veri e propri ‘schiavizzandi’ – prosegue Giaimis - che lavorano instancabilmente, contribuendo per circa 4 anni al mantenimento dei servizi erogati dallo stesso sistema sanitario nazionale che non conferisce loro alcun riconoscimento economico, di fatto facendo diventare le scuole di specializzazione un’utopia per la maggior parte di coloro che intendono proseguire il percorso di formazione dopo i 5 anni universitari, se ‘non dotati’ di genitori che economicamente possono  sostenere tali spese. Semmai - conclude Giaimis - la sua proposta non dovesse essere accolta, sono pronto ad organizzare la seconda manifestazione di protesta a Montecitorio dopo quella del 12 ottobre 2020”.

Il professor Crisanti ha mostrato grande solidarietà per le parole del biologo ed ha dichiarato, da quanto riferisce lo stesso Giaimis, che si potranno creare altri scenari di collaborazione per portare avanti le tematiche che affronta nelle sedi istituzionali il presidente nazionale dell’Abifb, da qualche mese eletto anche come consigliere regionale dell’Ordine dei Biologi della Puglia e della Basilicata.

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