Frutta e bollicine: viaggio nella storia del melone brindisino

L'enoteca Anelli, in collaborazione con la famiglia Pugliese, ha ospitato un incontro all'insegna dell'amarcord sul legame fra i vini e i frutti del territorio

BRINDISI – Serata all’insegna dell’amarcord presso l’Enoteca Anelli, dove è stato rievocato il periodo in cui Brindisi era capitale d’Italia del melone. Il tema della frutta abbinata alle bollicine del territorio ha fatto da filo conduttore a un incontro voluto dalla famiglia Anelli e dalla famiglia Pugliese, realtà storica nel mondo dei vini, a capo di un’azienda attiva da decenni nel settore ortofrutticolo. 

Nel corso dell’evento, sotto ai portici di via Filomeno Consiglio, si è parlato di uva da tavola e di uva da vino e di come le bollicine possano andare a nozze che uva, fichi, prugne e melone. Del melone, in particolare, è stato tracciato un excursus storico, a partire dal periodo in cui questo frutto veniva automaticamente associato alla città di Brindisi. 

La famiglia Pugliese, a tal proposito, come testimoniato da nonno Antonio Pugliese, era dedita alla coltivazione e allo stoccaggio dei meloni, curando anche la fase del trasporto su rotaia. Fra i vari commercianti e imprenditori che hanno dato lustro al territorio attraverso l’esportazione del melone è stato ricordato, in particolare, Cosimo Di Bello, nonno del notaio Errico.  Vincenzo Pugliese ha inoltre spiegato come nel secolo scorso si siano generate diverse tipologie di melone, alcune delle quali nel frattempo sono scomparse.

Affascinati da questo tuffo nel passato, alcuni figli di agricoltori hanno rivolto delle domande ad Antonio Pugliese, curiosi di sapere se l’anziano contadino avesse conosciuto i loro nonni. “Dopo questo incontro – spiega Vincenzo Pugliese – organizzeremo altri appuntamenti dello stesso tenore, sempre in collaborazione con la famiglia Anelli, sempre con lo spirito di valorizzare il territorio”. 
 

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