Infermieri, appello del sindacato: “Valorizziamo le competenze”

La sigla Nursind: “E' importante rivedere le norme contrattuali con i necessari stanziamenti economici”

BRINDISI - Carmelo Villani, segretario regionale Nursind Puglia, lancia il suo appello alla politica e chiede che vengano riconosciute e valorizzate le competenze degli infermieri: “L’infermiere oggi è un professionista laureato ma pagato ancora come se fosse diplomato. Nel frattempo formazione e responsabilità sono notevolmente aumentate. È un professionista che ha una carriera precarizzata e un lavoro disagiato dai turni dove lo sfruttamento è legalizzato da deroghe contrattuali all’orario del lavoro. C’è bisogno – prosegue la nota – di una proposta innovativa che auspichiamo venga condivisa dalle istituzioni e dalle altre forze sindacali. Quella che consegniamo al dibattito pubblico è fondata sui seguenti capisaldi: dare la possibilità di carriera a un numero più elevato di professionisti e non limitarla a percentuali di una cifra, dare garanzie a chi investe sulla propria formazione, evitare lo sfruttamento del personale turnista, valorizzare le professioni sanitarie nella contrattazione e nella libera professione come avviene per i medici, prevedendo una sezione autonoma di contrattazione e un'indennità di esclusività”.

Per il sindacato tutte queste rivendicazioni hanno un fondamento di valore: “L’esercizio professionale dell’assistenza infermieristica non si basa tanto sull’erogazione di prestazioni, come molte altre, ma si caratterizza per la presa in carico del paziente a trecentosessanta gradi. Tale presa in carico comporta maggiore autonomia e responsabilità e pretende maggiori competenze e notevoli flessibilità. La presa in carico mette le professioni infermieristiche sullo stesso piano di quella medica. Le nuove responsabilità a garanzia del corretto procedere nel percorso diagnostico terapeutico assistenziale e la necessaria continuità assistenziale, soprattutto in un contesto dove si stanno sviluppando le aree per intensità di cura, devono comportare una valorizzazione che prenda atti di questa evoluzione”.

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Infine, una riflessione sull'emergenza sanitaria: “L’infermiere di quartiere, ad esempio,  istituito dal decreto rilancio è una figura che avrebbe potuto intercettare molte delle criticità emerse durante l’emergenza sanitaria. A partire dalle Rsa. Già nel 2003 l’Oms individuava nell’infermiere di comunità e nella gestione delle situazioni di fragilità. L’infermiere di comunità è un anello importante di una rete che va dall’assistenza domiciliare alla riabilitazione, alla prevenzione e cura in scuole, Rsa e famiglie dove ci sono situazioni delicate, evitando anche accessi impropri negli ospedali. Come Nursind ci siamo battuti a lungo per il riconoscimento di questa figura e l’attivazione di percorsi specifici, presentando anche un progetto specifico per l’infermiere nelle scuole. Saranno necessari interventi legislativi e rivedere norme contrattuali con i necessari stanziamenti economici. Ciò che auspichiamo è una condivisione dei fondamenti della nostra proposta, presa in carico e continuità assistenziale, per una azione comune su più fronti”.

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