Chiusi in casa con un bambino positivo: "Quattro giorni per l'esito del tampone"

Contagiata un'intera famiglia di Brindisi. Lo sfogo del padre: "Linee telefoniche dell'Asl sempre intasate, situazione inaccettabile"

BRINDISI – Dalla scorsa settimana avevano sintomi riconducibili a un’infezione da Covid-19, ma l’esito del tampone, purtroppo positivo, è arrivato solo intorno alle ore 14.30 di oggi (mercoledì 21 ottobre). Un padre brindisino di 35 anni racconta il dramma che sta vivendo in questi giorni la sua famiglia. L’odissea è iniziata martedì scorso (14 ottobre). “Dopo aver saputo della positività di un parente – dichiara il 35enne – ho effettuato un test sierologico, risultato negativo. Ma per nulla rassicurato da quell’esame, tramite l’Asl ho attivato la procedura Covid”.

Padre, madre e figli, rispettivamente di un anno e mezzo e sei anni, si chiudono in casa. “Nella giornata di sabato – prosegue – tutti e quattro abbiamo effettuato un tampone a domicilio. Il giorno successivo mi è stata comunicata la positività del bimbo più piccolo. Ma per gli esiti degli altri tamponi, ci è stato chiesto di aspettare”. Nel frattempo sprofondano nell’incubo del Covid anche i genitori, il fratello e i nipoti del 35enne.

“Ho informato della nostra situazione l’azienda in cui lavoro – prosegue – e la scuola frequentata da mio figlio. Fino a stamattina, quando sono stato contattato dalla stessa scuola per aggiornamenti, mi sono sentito in difficoltà a rispondere di non saperne nulla”. Il 35enne, in realtà, non ha mai avuto dubbi. “Eravamo certi – ammette – di aver contratto l’infezione. Da giorni accusiamo giramenti di testa, debolezza, mancanza di gusto e olfatto. Ci stiamo curando con antibiotico e cortisone. Ma senza l’esito del tampone, il medico curante non poteva prescrivere altre terapie". 

La famiglia ha trovato un preziosissimo supporto nei congiunti scampati al contagio. “In questi giorni – dichiara – abbiamo scoperto quanto sia forte e unita la nostra famiglia. Alcuni parenti suonano il campanello e ci fanno trovare il cibo dietro alla porta. Senza il loro supporto, sarebbe stata durissima”. Ma quattro giorni di svernante attesa sono durissimi da digerire. “Le linee telefoniche dell’Asl Brindisi risultano sempre intasate. Ho fatto tre segnalazioni ai carabinieri, ma le forze dell’ordine, più che fornirmi altre utenze da contattare, non potevano far nulla. Questa situazione – si sfoga il 35enne – è inaccettabile”. 

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