Blocco Versalis e report Arpa: le reazioni dal mondo delle associazioni

GLi interventi di esponenti della società civile sull'ordinanza di blocco delle attività del cracking di Eni Versalis

Riceviamo e pubblichiamo gli interventi di associazioni e movimenti civici riguardo all'ordinanza di blocco dell'impianto di cracking di Eni Versalis emessa dal sindaco di Brindisi e al report Arpa sugli sforamenti di emissioni inquinanti registrati fra il 16 e il 20 maggio. 

Forum Ambiente, Salute Pubblica, Medicina democratica

“La prevenzione si fa con l’impiantistica”: Questa frase – si legge in una nota di Form ambiente salute e sviluppo a firma di Marco Alvisi (Salute Pubblica), Giorgio Sciarra (Forum ambiente salute e sviluppo) e Maurizio Portaluri (Medicina democratica) -  era la parola d’ordine delle “Commissioni Ambiente” dei Consigli di Fabbrica negli stabilimenti Montedison di tutta Italia negli anni ’70 ed esprimeva una cultura operaia che non delegava la tutela della salute e che esigeva di entrare nel merito del processo produttivo per verificare se fosse possibile produrre in modo più sicuro per i lavoratori. Questa cultura operaia portò a numerose migliorie nelle condizioni di lavoro quasi tutte ottenute con interventi sull’impiantistica. I valori soglia accettabili delle concentrazioni di molte sostanze tossiche e alcune cancerogene furono abbassati e molte produzioni modificarono, migliorandoli, i loro impianti. 

A Brindisi dal 16 al 20 maggio scorso tutta la cittadinanza ha avvertito un pessimo odore e questo ha generato comprensibili e giustificate proteste tanto da indurre il Sindaco Rossi ad emettere una ordinanza di fermo a tutela della salute pubblica. Il fenomeno ha coinciso con l’annunciato arresto degli impianti Versalis per interventi manutentivi. La relazione dell’Arpa Puglia, intervenuta su sollecitazione di cittadini e Amministrazione Comunale, rileva picchi orari di benzene e toluene, sostanze cancerogene con effetti acuti su vari organi e apparati. Le nocività superano le mura di cinta delle fabbriche ed investono da anni la città rispetto alle quali sono molto vicine.
Per anni si è dibattuto sulla nocività degli inquinanti industriali anche a concentrazioni al di sotto dei limiti di legge. Si tratta ormai di un dato acquisito a livello scientifico e se ne parla anche nella relazione preliminare di Arpa Puglia su quanto accaduto di questi giorni. Molti studi lo hanno dimostrato in tutto il mondo ed anche quelli replicati a Brindisi, ultimo in ordine di tempo lo studio metodologicamente più complesso e perciò più convincente noto ormai come studio Forastiere del 2017.

Il sindaco non poteva fare altro che accendere il “semaforo rosso” di fronte ad un fenomeno odorigeno così invasivo e impattante come quello registrato. I cittadini più consapevoli avranno apprezzato il soccorso alla loro salute. C’è anche una dignità da salvaguardare quando le conseguenze di certe azioni vengono a turbare la quotidianità di intere famiglie. Ci si comincia a chiedere che lavoro sia quello che riversa sostanze che generano pericolo per la salute e molestie odorigene su migliaia di persone.

Restano aperte questioni importanti che la perentorietà dell’ordinanza sindacale consentirà di affrontare, si spera, nei prossimi mesi. La prima questione è che gli impianti in trattamento per manutenzione emettono più inquinanti che nel periodo di marcia regolare: segno che in passato è mancata una visione globale del processo produttivo, che sappia valutare compiutamente gli effetti sull’ambiente circostante, quest’ultimo garantito invece per i grandi rischi (incendi ed esplosioni). Ciò richiederebbe una rivalutazione dei processi e l’investimento in soluzioni impiantistiche che possano salvaguardare l’ambiente, la società e a questo punto lo stesso esercizio in tutte le fasi di gestione del processo. La seconda questione riguarda il ruolo dei cittadini e dei lavoratori: un’alleanza per il lavoro pulito e sicuro dentro e fuori la fabbrica non potrà che essere un obiettivo di lotta comune perché nè la difesa dell’esistente nè la sua condanna aprioristica serviranno a garantire lavoro e salute. Per questo ci diciamo disponibili ad incontrare e a confrontarci con le organizzazioni dei lavoratori chimici per tornare a parlare di impiantistica e prevenzione.

Ora tocca a noi

Come Ora tocca a noi diamo pieno sostegno al sindaco Rossi per le azioni intraprese in questi giorni a tutela dei cittadini e del territorio di Brindisi. Le relazioni Arpa dimostrano inequivocabilmente l’impatto ambientale delle emissioni nei momenti precedenti al blocco delle attività, mettendo a rischio la salute dei lavoratori e dei cittadini di Brindisi.
Una circostanza a cui, purtroppo, come città abbiamo fatto tristemente l’abitudine e che una volta per tutte dobbiamo metterci alle spalle.
Crediamo che questa debba essere l’occasione per aprire una profonda discussione a livello nazionale, con il Governo ed i vertici di Eni e Versalis, circa il futuro dell’impianto. Chiediamo sia garantito un futuro sostenibile all’insediamento, fatto di investimenti in sicurezza ed innovazione, capace di conciliare il diritto al lavoro e il diritto alla salute. Lo dobbiamo a noi stessi, giovani costretti a scegliere se emigrare o accettare un modello di sviluppo che non garantisce futuro e prospettive per il territorio.

Lo dobbiamo all’intera cittadinanza, che ha pagato e continuerà a pagare le conseguenze sanitarie ed ambientali di un modello di sviluppo fossile e impattante. E lo dobbiamo ai lavoratori e alle lavoratrici del Petrolchimico, a cui saremo al fianco e di cui comprendiamo le preoccupazioni. Non è più possibile dover scegliere tra lavoro e salute né tantomeno cedere al ricatto occupazionale.  Non permetteremo che a pagare siano i lavoratori ma condurremo una battaglia univoca che deve vedere schierata l’intera città per chiedere uno sviluppo sostenibile, investimenti e nuova occupazione.

Federazioni Verdi di Brindisi

Il report dell'Arpa – si legge in un comunicato di Europa Verde a firma di Fulvia Gravame, Pietro Laritonda e Domenico Turrisi - a seguito dell’ispezione nel petrolchimico richiesta dal Sindaco Riccardo Rossi per l'irrespirabilità dell'aria segnalata dai cittadini nei giorni 19 e 20 maggio scorsi, evidenzia un evidente numero di picchi delle concentrazioni di benzene e di toluene. Il massimo valore si riscontra proprio al perimetro del petrolchimico il 17 maggio alle ore 12:00 con un valore di 35 microgrammi/metrocubo (il valore massimo consentito è di 5 microgrammi/metrocubo)”.

“Ricordiamo che il benzene e il toluene sono entrambe sostanze chimiche cancerogene e che la prima appartiene, secondo la classificazionione Iarc, al gruppo 1, cioè alle sostanze per le quali esiste un'evidenza accertata di induzione di tumori nell'uomo. Noi come Europa Verde città di Brindisi chiediamo al Ministero dell'Ambiente di usare i poteri amministrativi nel campo del riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) per tutelare la salute di cittadini e operai. Eni Versalis deve dimostrare di poter cambiare il processo produttivo in modo da tutelare il valore costituzionale della salute e il Ministero dell'Ambiente deve vigilare in tal senso, esaminando scupolosamente le varie proposte alternative in sede di revisione dell'Aia”

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“Condividiamo la necessità di aprire un confronto a livello nazionale ed europeo. Il primo al fine di ottenere importanti investimenti per una riconversione dell’impianto in senso sostenibile con una produzione in chimica verde se idonea a tutelare la salute, il secondo per intercettare i finanziamenti disponibili nel programma europeo Green New Deal”.

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